«L’Italia nel 2021 crescerà al 5%. Se la media è questa, vuol dire che negli ultimi mesi dell’anno viaggerà all’8, al 9%, e che il trascinamento per l’anno prossimo sarà altrettanto, del 5%. Questo vuol dire che in due anni recupereremo tutta la caduta tragica del 2020. Questa è l’Italia oggi: un Paese che sta diventando simpatico, che sta tornando appetibile. Un Paese in cui è conveniente investire. A fine aprile il Governo ha approvato il Pnrr. Siamo stati tra i primi. Il Piano ha ricevuto dalla Commissione Ue tutte A e una B. Da quanto tempo non succedeva che fossimo in tempo? Che risultassimo credibili? Che i nostri Piani fossero valutati positivamente?». Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo in videocollegamento al 50esimo Convegno Nazionale Giovani Imprenditori di Confindustria.
«Ieri in Consiglio dei ministri abbiamo approvato la riforma della giustizia penale, a maggio un decreto di 68 articoli sulla semplificazione, il 3 giugno quello sul reclutamento, che stabilisce come approvvigionarsi di capitale umano per gestire il Pnrr: progetti e investimenti da 235 miliardi, 200 miliardi dall’Europa e 35 di fondi aggiuntivi nazionali. Sono tre riforme fondamentali che cambieranno la faccia del nostro Paese. Tutto questo – credibilità, reputazione, rispetto degli accordi, riforme – sta generando crescita, senza ancora ave ricevuto un euro dall’Europa. Penso che nell’arco del prossimo quinquennio l’attrazione di capitali privati indotta possa essere un multiplo delle risorse pubbliche».








