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Boom dell’import di Gas Naturale Liquefatto nel 2023 | L’analisi

Sullo sfondo c’è l’efficace risposta al taglio delle importazioni provenienti dalla Russia (passate da 29 miliardi di metri cubi di gas del 2021 ai 3 miliardi dello scorso anno) che l’Italia è riuscita a mettere in campo grazie a una strategica diversificazione delle fonti di approvvigionamento in cui ha giocato un ruolo cruciale anche il Gnl (il gas naturale liquefatto), che dai 10 miliardi di metri cubi del 2021 ha raggiunto nel 2023 quota 16,4 miliardi, il 23% dei volumi complessivi (il 12% in più in tre anni).

Un tassello non da poco, quindi, destinato ad assumere in prospettiva un’importanza ancora più strategica nella misura in cui sarà necessario proseguire sulla strada della riduzione della dipendenza dai flussi via gasdotto, anche per non legarsi esclusivamente a un unico fornitore come già accaduto con Mosca e in modo da garantire, invece, una riserva di gas sicura e flessibile che sia in grado di mitigare le incertezze dei flussi e di far fronte a fattori non prevedibili come quello climatico e geopolitico.

Aumentare la quota di Gnl, sfruttando in primis l’impegno infrastrutturale di Snam, scrive il Sole 24 Ore, permetterebbe quindi di avere capacità di importazione aggiuntiva che attualmente potrebbe non necessitare al sistema ma, se venisse meno una qualsiasi altra fonte di importazione, consentirebbe di mantenere il sistema in sicurezza.

Ecco perché i piani di potenziamento e di sviluppo dei terminali Gnl, che danno accesso a un mercato globale su cui investire e offrono la possibilità di diversificare facendo leva sul valore dell’opzionalità, sono centrali per puntellare la ‘macchina’.

E in quest’ottica appare fondamentale la capacità manifestata dall’Italia di aprire dei corridoi di approvvigionamento anche a Sud, ponendosi già come un hub energetico verso l’Europa.

A oggi il sistema annovera quattro diversi impianti: Panigaglia (3,5 miliardi di metri cubi annui di capacità di rigassificazione), Livorno (5 miliardi di metri cubi), Rovigo (9 miliardi) e Piombino, uno dei due rigassificatori galleggianti (Fsru) acquistati dal gruppo guidato da Stefano Venier su mandato del governo, con 5 miliardi di metri cubi annui.

A questi si aggiunge il rigassificatore atteso a Ravenna, la cui capacità sarà di ulteriori 5 miliardi di metri cubi.

A quel punto, la capacità di rigassificazione potrà salire a 27,5 miliardi di metri cubi, un volume corrispondente al gas importato dalla Russia nel 2021, prima dell’inizio del conflitto, e all’epoca corrispondente al 33% del gas immesso in rete.

Alla luce dei flussi attuali (63,4 miliardi di metri cubi di gas complessivamente immessi in rete nel 2023), quei 28 miliardi potrebbero coprire più del 40% dei volumi immessi in rete entro il 2026, andandosi a sommare al 60% in arrivo via tubo.

Quanto ai piani dei singoli impianti, si lavora su diversi fronti, come detto, a ulteriori potenziamenti, a cominciare dal terminale Adriatic Lng di Rovigo dove, nel 2023, sono approdate 75 navi metaniere per 8,5 miliardi di metri cubi di gas immessi complessivamente in rete.

La società alla quale fa capo il rigassificatore, il più grande in Italia – e oggetto al momento, come noto, di un riassetto azionario – ha presentato lo scorso dicembre una nuova istanza per richiedere l’incremento della capacità di rigassificazione costante da 9 a 9,5 miliardi di metri cubi annui e della capacità aggiuntiva non costante da 0,6 a 0,9 miliardi di metri cubi per anno, portando così la massima capacità produttiva a 10,4 miliardi di metri cubi annui.

Anche il terminale Fsru Toscana ormeggiato al largo delle coste livornesi, che rimarrà fermo per una manutenzione straordinaria da aprile a ottobre, ha alzato l’asticella, portando la capacità massima di rigassificazione da 3,75 a 5 miliardi di metri cubi e Olt sta ultimando i test necessari a verificare le performance dell’impianto.

In parallelo, l’azienda sta portando avanti anche una serie di verifiche tecniche necessarie a poter estendere la vita utile dell’impianto oltre il 2023.

Venendo a Snam, il rigassificatore di Piombino marcia a pieni giri, con 12 navi gasiere arrivate tra luglio e dicembre del 2023 e un’altra già approdata da inizio anno.

A Ravenna, invece, la società sta portando avanti i lavori propedeutici all’entrata in servizio della nuova Fsru, la cui entrata a regime è prevista a inizio del 2025.

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