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Pierpaolo Bombardieri (segretario Uil): «Pensioni: diritti acquisiti non vanno più toccati»

C’è bisogno di parlare ancora di pensioni e il governo condivide l’esigenza. Lo evidenzia il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Riconoscere questa necessità «è un primo punto, come costruire la riforma è un altro discorso. Non sono stati fatti numeri, ma noi abbiamo risposto che comunque non si può fare. Ipotizzare un passaggio a un sistema tutto contributivo sarebbe un’ulteriore penalizzazione per chi deve andare in pensione e l’ennesimo ritocco dei diritti acquisiti».

«Vorrei far notare che la media di uscita in Europa è di 63 anni, credo che l’Italia dovrebbe allinearsi», ha aggiunto Bombardieri in un’intervista a La Stampa, sottolineando che «fare il calcolo con il sistema contributivo abbassa l’assegno, è chiaro. Nessuno pensa di tornare a un sistema retributivo, però abbiamo un periodo di transizione in cui c’è una percentuale, ormai bassa, di lavoratori col sistema misto. Cambiare le regole adesso significa cambiare le carte in tavola».

«I lavori non sono tutti uguali, basta guardare i numeri degli incidenti mortali. Bisogna riconoscere questo principio, che la legge Fornero ha ignorato, e partire da questa assunzione di responsabilità. Non si può dire che chi lavora in ufficio può andare in pensione a 67 anni e la stessa cosa può avvenire nell’edilizia. Poi non ci possiamo lamentare se dalle impalcature i lavoratori cadono a 63 anni», ha concluso il sindacalista precisando che «ci aspettiamo che il confronto continui, faremo un’altra riunione tecnica la prossima settimana e poi una verifica politica con Draghi e i ministri Orlando e Franco».

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