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Bisogna tagliare subito il debito | L’analisi di Veronica De Romanis

“In base all’attuale Legge di Bilancio, il debito in rapporto al Pil è previsto scendere di mezzo punto percentuale nell’arco di un triennio: dal 140,1 del 2024 al 139,6 del 2026”.

Lo sottolinea Veronica De Romanis sulla Stampa spiegando perché è urgente tagliare subito il debito: “Il ragionamento del governo è semplice – scrive l’editorialista – ridurre il debito nell’immediato non è opportuno ma l’impegno a farlo in futuro resta.

A fronte di questa scelta, c’è da chiedersi quando arriverà il momento opportuno.

Per la verità, questo momento è già arrivato, ed è ora: le condizioni per agire, infatti, ci sono tutte.

In primo luogo, l’incertezza.

Nell’attuale contesto, caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche, un elevato stock di debito che, per di più non scende, rappresenta un fattore di vulnerabilità.

In secondo luogo, la dinamica.

Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato una crescita nominale (che include anche l’inflazione) superiore al costo del servizio del debito: nel 2022, la variazione del Pil nominale è stata del 6,8 per cento mentre quella della spesa per interessi del 4,3 e nel 2023 le percentuali sono state, rispettivamente, del 5,3 e del 3,8.

Quando ciò avviene – osserva De Romanis – il rapporto debito/Pil cala naturalmente – a parità di tutto il resto -, perché il denominatore aumenta più del nominatore.

Dall’anno prossimo, tuttavia, questa dinamica verrà meno.

La terza condizione riguarda le regole europee. O meglio, le nuove regole europee.

Come è noto, le norme che limitano i debiti e disavanzi degli Stati nazionali, contenute nel Patto di Stabilità e Crescita, sono sospese fino a dicembre.

A partire dal mese di gennaio torneranno in vigore a meno che i leader europei non riescano a trovare un accordo.

La Commissione europea ha predisposto una bozza di riforma in cui al centro c’è, proprio, il debito.

L’obiettivo è quello di indurre chi continua a registrare stock di passivi elevati e in crescita – ad, oggi, solo l’Italia si trova in questa situazione – a diminuirli in base ad un percorso specifico delineato da Bruxelles.

A questo scopo, viene introdotta – per la prima volta – una distinzione in termini di rischio tra i debiti dei Paesi europei.

Il nuovo impianto, infatti, è basato sul degree of debt challenge, letteralmente grado di sfida del debito.

Per chi presenta un grado ‘sostanziale’ – conclude – il rischio di apertura di una procedura d’infrazione sarà maggiore”.

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