Nato come uno slogan negli Usa, si è trasformato nel giro di pochi mesi in un’onda umana capace di riunire milioni di persone in tutto il mondo al grido: “Non vogliamo re!”.
Il movimento di protesta “No Kings” si riunisce per la prima volta il 14 giugno 2025, giorno in cui il presidente Usa Donald Trump festeggia il suo 79esimo compleanno.
Una data emblematica, scelta da milioni per oscurare le celebrazioni di “re Donald” e scagliarsi pacificamente contro “le sue mire autoritarie di potere”, come recita il manifesto pubblicato sul sito del gruppo, che critica l’accentramento del potere esecutivo e militare in forme autocratiche e suprematiste.
Promosso da collettivi civici e sindacali come il movimento 50501, e sostenuto da simboli della sinistra Usa come Bernie Sanders e Alexandra Ocasio-Cortez, il “No Kings” torna a riempire le strade degli Usa il 18 ottobre 2025.
Per il secondo grande raduno, gli organizzatori parlano di sette milioni di partecipanti sparsi in 50 Stati degli Usa, che esibiscono fieri cartelli e striscioni contro la “deriva dittatoriale” in atto nel Paese.
Una “resistenza nazionale”, che mette nel mirino l’Ice, “gli agenti mascherati” presi di mira per aver “terrorizzato le nostre comunità arrestando senza mandato famiglie di immigrati, grazie alla profilazione razziale”.
Per tutta risposta, Trump pubblica un video realizzato con l’Ia in cui, con il capo cinto da una corona, cosparge di un liquido marrone i manifestanti a bordo di un jet.
Il 28 marzo 2026, giunto alla sua terza grande riunione, No Kings è ormai un fenomeno globale, in grado di far scendere in piazza milioni di persone in tutta l’America e in oltre 20 Paesi del mondo, tra cui l’Italia, contro le guerre.
A un mese di distanza dai primi raid sull’Iran, i manifestanti americani condannano il conflitto “illegale e catastrofico, che fa lievitare il costo della vita”, mentre “vengono smantellate sanità, istruzione e tutele ambientali”.
Un grido che si riverbera con forza fino alla Casa Bianca, perché — ricordano gli attivisti — “gli Stati Uniti non appartengono a re, dittatori o tiranni”.








