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Basta con il rumore sulla vicenda di Giulia, sarebbe più opportuno il silenzio | L’analisi di Salvatore Merlo

“Altro che un minuto di rumore nelle scuole, qua ci vorrebbero tre giorni di silenzio per tutti”. Lo scrive Salvatore Merlo sul Foglio riferendosi alle letture sociologiche sull’omicidio di Giulia Cecchettin.

“Ieri mattina, da una rapida scorsa dei giornali, si poteva leggere che Giulia è stata uccisa, nell’ordine: dalla prevalenza del patriarcato, dall’assenza del patriarcato, da tutti gli uomini, dagli uomini progressisti, ma pure dalla musica trap, dai videogiochi, dall’educazione scolastica, dall’educazione famigliare, dai social network e anche un po’ dal pensiero gender fluid. Decine di ‘esperti’ di complessi e liberazioni e frustrazioni e fruizioni da circa quarantott’ore si stanno infatti esibendo sui quotidiani con la penna in mano o intervistati, su Twitter o in televisione. Senza posa. Tutta gente che non usa mai intercalari come ‘non so’, oppure ‘secondo me’ o altri equivalenti che stanno al discorso come panchine ai lati di un lungo viale.

La dittatura della certezza. Così una storia tragica viene messa in burletta da un profluvio di scempiaggini tipo la sequela infinita di uomini che da due giorni sentono il bisogno viscerale e un po’ narcisista – ma chi ve l’ha chiesto? – d’intervenire per chiedere scusa.

E allora c’è il ministro degli Esteri che chiede perdono a nome di tutti gli uomini della terra, c’è lo scrittore da comodino che spiega come ‘più sottrai il predominio all’uomo tanto più si sentirà fragile e la fragilità rende spaventosi’, c’è l’allenatore della Nazionale di calcio che ci comunica il suo pensiero a proposito del fatto che ‘non ne possiamo più di questi codardi travestiti da principi azzurri’, c’è l’attore di fiction che circola nell’ovvio come un venditore di bruscolini: ‘L’amore vero non uccide’ (ma va?), c’è pure il cantante rock che sermoneggia e l’ex vincitore di Sanremo che dice banalità tali che basterebbe musicarle e diventerebbero una canzone di successo: ‘Abbiamo fallito tutti come società’. E’ semplicemente ridicolo. Basta”.

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