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In arrivo un decreto sulla ripartizione dei fondi PNRR per la telemedicina | L’iniziativa

La Missione Salute del Pnrr si occuperà di «portare un’assistenza adeguata ai bisogni sempre più vicino al paziente anziano», partendo dall’assistenza domiciliare a cui sono dedicati 2,7 miliardi di euro dei 4 investiti. Lo ha spiegato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo a Roma al seminario “La transizione assistenziale tra rete ospedaliera e servizi territoriali”, organizzato dalla Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere).

Proprio in questi giorni pubblicheremo il decreto di ripartizione fra le Regioni, individuate come soggetti attuatori dell’intervento teso a potenziare l’assistenza domiciliare, che nel 2026 dovrà coprire almeno il 10% della popolazione degli over 65 e dovrà saper sfruttare al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, dalla domotica e dalla telemedicina». Lo ha spiegato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo a Roma al seminario “La transizione assistenziale tra rete ospedaliera e servizi territoriali”, organizzato dalla Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere).

«Per questo» ha ricordato «sempre nell’ambito della “Casa come primo luogo di cura”, 1 miliardo è destinato proprio alla telemedicina, che entro il primo trimestre 2023 vedrà pubblicati i bandi per i progetti delle Regioni capofila ed entro la fine dell’anno conterà almeno un progetto per ogni Regione, considerando sia i progetti che saranno attuati nella singola Regione sia quelli che possono essere sviluppati nell’ambito di consorzi tra Regioni, fino ad arrivare nel 2025 a 200mila persone assistite».

«Come noto» ha proseguito Schillaci «altri 280 milioni di euro vanno alla realizzazione di almeno 600 Centrali operative territoriali, che avranno una funzione fondamentale di coordinamento della presa in carico della persona, raccordando i servizi coinvolti nei diversi setting assistenziali, dalle attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, a quelle ospedaliere, fino alla rete dell’emergenza-urgenza. Tutto ciò, come ho ribadito più volte» ha ripetuto il ministro «dovrà essere accompagnato da un importante investimento sul personale che deve far funzionare una rete capace di una presa in carico adeguata ai bisogni».

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