Sul Corriere della Sera, Antonio Polito si interroga sul “calo di fiducia” che riguarda l’esecutivo in generale e Conte in particolare.
“Si sta aprendo un divario troppo grande tra l’angoscia del Paese reale e il frastuono del Paese legale. Tra la paura di tanti italiani e la risposta del decisore politico. Così non fu in primavera. Allora ci sentimmo tutti sulla stessa barca, colti all’improvviso e a sorpresa da un uragano. Stavolta abbiamo visto arrivare la tempesta da lontano, per mesi, e ci siamo lo stesso finiti dentro. Questo ha scosso la fiducia del Paese in sé stesso. E il potere politico, che di fronte alla prima ondata ci apparve come un utile protettore, e per questo gli perdonammo molti errori, oggi sembra aver ripreso invece i suoi antichi panni di egocentrico affabulatore. Ma se il contagio è la variabile indipendente e speriamo non impazzita di questa tragedia, l’azione degli uomini potrebbe e anzi dovrebbe mitigarne gli effetti. Bisogna dire che non ci stiamo riuscendo. Anzi, con il passare dei giorni si alza un frastuono di cifre e polemiche che disorienta il Paese reale e forse lo allarma anche di più, perché introduce dubbi sulla capacità del pilota di garantirci un atterraggio morbido. Ci sono altre falle ben più preoccupanti nella linea Maginot che doveva proteggerci dalla seconda ondata. La più grave delle quali è al capo opposto dell’emergenza, lì dove essa comincia: la medicina del territorio. Il sistema di tracciamento, per interrompere le linee di contagio, è praticamente saltato. Non sentiamo discutere di questo. Il governo e l’opposizione, tra di loro e al loro interno, non discutono di quanto ci serva per rifare una sanità depauperata (insieme alla scuola) da decenni di declino economico e di acqua alla gola nel bilancio pubblico. Si discute invece accanitamente del Mes, se sia o non sia il miglior strumento per ricavare le risorse necessarie. Se ne venisse indicato un altro alternativo, il dibattito accademico su tassi e condizionalità sarebbe anche interessante. Sarebbe bello se invece del frastuono si discutesse di questo. Per chiedere agli italiani, come si fa ormai ogni giorno, senso di responsabilità, bisogna anche mostrarne. Oggi è il Paese legale che deve qualcosa al Paese reale”.
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