Antonio Polito sul Corriere della Sera torna sulle parole di Macron a proposito del conflitto Ucraino e scrive: “Come non essere d’accordo con Macron? Ha ribadito l’altro giorno a Strasburgo la scelta di campo dell’Unione europea e dell’alleanza occidentale che sta aiutando Kiev a difendersi. Però, qui e là, nell’incredibile fricassea che sta diventando il dibattito pubblico in Italia, le parole di Macron sono diventate: «Mosca ora non va umiliata».
Oppure «La pace non si ottiene umiliando Mosca». Presentate come se fossero una chiara presa di distanza dal resto dei Paesi occidentali. Da che cosa nasce questo ennesimo equivoco? Quando la pace tornerà perché la guerra di Putin non ha vinto – sottolinea l’editorialista – non bisognerà fare l’errore che la Francia pretese dagli alleati alla fine della Prima guerra mondiale, e cioè la punizione e l’umiliazione della Germania guglielmina, che posero le premesse del tragico revanscismo tedesco.
Ma, per arrivare alla pace, l’Europa si batte oggi per fermare chi ha umiliato la legalità internazionale con l’invasione. Che si tratti di malafede o di superficialità, non è la prima volta che le esigenze della rissa mediatico-politica di casa nostra vengono applicate a una cosa come la guerra, troppo seria per essere lasciata ai guerrieri da talk show.
Ancora ieri, per esempio, a tre giorni dall’accertamento dell’errore, c’era ancora chi scriveva che Stoltenberg, segretario generale della Nato, avrebbe smentito la disponibilità espressa da Zelensky a cedere la Crimea, e che ciò confermerebbe che in realtà è la Nato a combattere una guerra per procura contro la Russia.
Perché quest’ansia di manipolazione? Non sarebbe meglio tornare a cronache rispettose dei fatti, poi ognuno li commenta come vuole? Noi non sappiamo come e quando finirà questa guerra, ma di certo in Italia ha già distrutto molte reputazioni e calpestato molti principi etici. M
a se l’intento è quello di Macron e dell’Europa, allora è più che giusto ripetere che a guerra finita, a pace conquistata, la Russia non dovrà essere umiliata, perché la sicurezza dell’Europa – conclude – si basa sull’indipendenza da e sulla cooperazione con questo suo grande e tormentato vicino”.
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