Il dibattito tra i leader a Cernobbio ha avuto il merito di chiarire un paio di punti nodali della prospettiva politica. Lo sostiene sul Corriere della Sera Antonio Polito.
“Il primo – spiega Polito – è che il fattore Z, e cioè il rapporto con la Russia di Putin, è e continuerà ad essere anche dopo il voto la pietra dello scandalo nel centrodestra.
Salvini ha ormai esplicitato il suo dissenso nei confronti della politica delle sanzioni a Mosca, imputando a queste il caro-bollette e le difficoltà delle imprese.
D’altra parte, era stato anche contro l’invio di armi a Kiev. Se ne deduce il fondato sospetto che vuole una politica di appeasement con Mosca, che ci metterebbe inevitabilmente ai margini dell’Ue, se non contro.
La posizione di Salvini è così paradossalmente diventato l’ingombro maggiore per la corsa a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni.
Il secondo punto emerso a Cernobbio – prosegue Polito – è che anche un’ipotetica alleanza «reloaded» tra Pd e M5s avrebbe problemi molto seri a governare. Se n’è avuta una prova nell’asprezza con cui Conte ha respinto il richiamo di Letta all’«agenda Draghi».
Il leader M5s sta chiaramente tentando di intestarsi il monopolio del voto anti-Draghi perché l’ha individuato come il modo per risalire nei sondaggi. Ma più si sposta di là e più mette in imbarazzo il suo ex ed eventualmente futuro alleato.
Tant’è che Letta, ricordando a tutti che Conte non si era schierato nello scontro francese tra Macron e Le Pen e che si tratta dello stesso premier che varò i decreti Salvini contro i migranti, sta tentando di espellerlo dalla «sinistra» per rimetterlo nel purgatorio dei «populisti».
La giornata di ieri – conclude Polito – ci restituisce dunque aggravata la sensazione che formare un governo coeso e di legislatura sarà molto complesso dopo il voto, chiunque possa dire di aver vinto”.
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