La coabitazione con Salvini è un rischio ma ci fidiamo di Draghi. Lo afferma il viceministro all’Economia Antonio Misiani (Pd), intervistato da Giovanna Vitale per la Repubblica.
Viceministro Antonio Misiani, quanto disagio c’è nel Pd per l’ingresso della Lega al governo? «Noi ci siamo messi al servizio di una iniziativa del presidente della Repubblica in nome dell’interesse nazionale dopo una crisi che non è stata certo aperta dal Pd. Parliamo di un governo che nasce da un appello a tutte le forze politiche sulla base della condivisione di un programma che Draghi sta presentando alle varie delegazioni. Ma noi siamo molto soddisfatti dell’incontro di oggi. Da lui sono venute parole chiare su punti per noi fondamentali: Europa, salute, lavoro, forte vocazione ambientalista del Recovery plan, sistema fiscale progressivo. Ci sono tutti i presupposti perché il Pd faccia la sua parte fino in fondo».
Quindi non c’è nessun disagio? «Non è un segreto che avremmo preferito una maggioranza più omogenea e intravediamo i rischi di una coabitazione fra forze alternative, come siamo noi e la Lega. Ma ci fidiamo di Draghi e della sua capacità di fare sintesi». Intanto Salvini sulle cartelle ha detto che vuole la pace fiscale, cioè un condono. Come la mettiamo? «Fermo restando che noi siamo e rimaniamo contrari ai condoni, è necessaria però una soluzione sul tema delle cartelle che non sia un semplice rinvio. Tant’è che stavamo già ragionando sull’eliminazione delle sanzioni e su un invio più diluito nel tempo».
Su Quota 100 invece prevede che il governo farà marcia indietro. «Mi permetta di dubitarne. L’età di pensionamento va resa più flessibile, ma Quota 100 non ha funzionato. È iniqua e produce uno squilibrio sulle casse previdenziali — dunque sulle giovani generazioni — difficile alla lunga da sostenere». Dice pure che ha avuto garanzie che le tasse non aumenteranno. Perché, voi le volevate alzare? «Veramente è il Conte due che le ha abbassate portando fino a 100 euro il taglio delle tasse per i lavoratori dipendenti. Ma forse era distratto».
Che governo sarà: tecnico o politico? «La configurazione e la definizione della squadra spetta al presidente Draghi. A noi toccherà valutare quelle che saranno le sue scelte» Ma per il Pd quale sarebbe la soluzione migliore? «Un governo in cui la politica si assuma le proprie responsabilità».








