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Antonio Misiani (Senatore Pd): «Ora coniugare gli interventi di emergenza con quelli di rilancio dello sviluppo. Necessario un Patto sociale per la ricostruzione»

«L’Italia ha il dovere di stare vicina a chi sta soffrendo la crisi. I lavoratori precari lasciati a casa. I cassintegrati. Gli studenti che per molti mesi hanno fatto didattica a distanza. Le donne e i giovani, le prime vittime della crisi. I commercianti, gli artigiani, gli imprenditori che sono costretti a limitare o sospendere le proprie attività senza poter contare su una rete di protezione sociale adeguata».

«Abbiamo il dovere di comprendere i sentimenti di questo popolo: il disagio, l’umiliazione, la rabbia e la paura di non farcela. Riaprire è necessario. Ma dobbiamo farlo in sicurezza e in modo irreversibile». Così il senatore del Pd Antonio Misiani, nel suo intervento in aula durante il dibattito sul Def e sullo scostamento di bilancio.

«Il governo ha deciso un calendario di riaperture ragionevole. Si è assunto un rischio calcolato. Dobbiamo sostenere questa scelta, evitando il gioco del più uno. Il Pd è stato tra i primi a chiedere un nuovo scostamento di bilancio e che le risorse di questo scostamento fossero destinate alle piccole e medie imprese. È necessaria una nuova tornata di ristori, facendo arrivare i soldi il più rapidamente possibile».

«È necessario intervenire sulla liquidità: a fine giugno scadono moratorie su 158 miliardi di prestiti a imprese e famiglie, vanno prorogate fino a fine anno, così come l’operatività del Fondo centrale di garanzia. I nuovi prestiti garantiti dallo Stato hanno raggiunto 180 miliardi di euro. La durata di quelli superiori a 30 mila euro va allungata, come abbiamo già fatto per quelli di minore importo».

«Ora – continua – serve coniugare gli interventi di emergenza con quelli di rilancio dello sviluppo. Il DEF si pone esattamente questo obiettivo. Da una parte lo scostamento da 40 miliardi e il nuovo decreto imprese. Dall’altra la scommessa di uno shock di investimenti pubblici e di importanti riforme strutturali da discutere e approvare in pochi mesi».

«Spendere tutti i 237 miliardi del Pnrr entro il 2026 comporta un cambio di passo radicale, per la pubblica amministrazione italiana. Per questo, contestualmente alla presentazione del Pnrr, è necessario intervenire sulla normativa e la governance per l’attuazione del Piano. Abbiamo bisogno di una catena di comando chiara e di uno stretto coordinamento tra gli attori del Piano».

«Dobbiamo valorizzare il ruolo del Parlamento, istituendo una Commissione bicamerale che controlli l’attuazione del Piano, e della società civile, creando luoghi e modalità con cui le parti sociali, le associazioni e i singoli cittadini possano accedere alle informazioni, interloquire con le amministrazioni e controllare l’iter dei singoli progetti».

«Il Next Generation EU non è solo un programma di investimenti, ma anche di riforme. Il DEF le indica per titoli: pubblica amministrazione, giustizia, concorrenza, ammortizzatori sociali e fisco. Per questo – conclude – l’Italia ha bisogno di un Patto per la ricostruzione, di un patto sociale della portata di quello che nel 1993 fu promosso da Carlo Azeglio Ciampi e che portò il Paese fuori dalla drammatica crisi del 1992».

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