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Angelo Panebianco (Corriere della Sera): «Smettiamola di demonizzare la civiltà occidentale»

“Tutta colpa dell’Occidente. Sempre e comunque. Di qualunque cosa si stia parlando”. Lo scrive Angelo Panebianco sul Corriere della Sera evidenziando una delle tendenze intellettuali più in voga nella nostra società: “La morte di Mikhail Gorbaciov ha fornito l’occasione agli specialisti dell’autoflagellazione per spiegarci che l’Occidente lo abbandonò e fu quel perfido e cinico abbandono che causò il suo insuccesso politico, la sua incapacità di modernizzare l’allora Unione Sovietica, finendo poi per regalarci Vladimir Putin.

Tutta colpa nostra. È un’idea che fa il paio con l’altra — la sostengono spesso le stesse persone — secondo cui l’invasione dell’Ucraina sarebbe la conseguenza della espansione della Nato a Est. Sempre colpa nostra. Putin è un cattivo certo ma, di fatto, lo abbiamo creato noi. I veri cattivi, responsabili di tutte le disgrazie, siamo noi.

Si consideri poi il caso dell’Afghanistan. Un titolo molto usato da certe testate è questo: «I talebani opprimono di nuovo le donne», seguito dall’immancabile «nell’indifferenza dell’Occidente».

Spesso – sottolinea l’editorialista – titoli del genere si leggono su testate che erano state critiche dell’intervento americano e degli altri. In sostanza, l’Occidente è colpevole sia quando interviene militarmente contro i talebani sia quando smette di farlo.

Nel vituperato Occidente la libertà di parola è sacra e hanno diritto di circolazione anche le idee stupide. Ma è un diritto anche marchiarle come tali.

L’autoflagellazione dell’Occidente, la tendenza ad accusare le nostre società per tutto ciò che di male accade al mondo ha molte cause e vede impegnate tante persone diverse.

Si pensi ad esempio alla cancel culture, l’attacco alla cultura occidentale — «bianca» e quindi colonialista — da parte di minoranze fanatiche (complici molti professori) in tante università occidentali.

Gli attacchi all’Occidente da parte di intellettuali o presunti tali sono comunque un male antico. Come scrisse tanti anni fa l’economista Joseph Schumpeter, tra le particolarità della civiltà occidentale c’è quella di allevare un alto numero di intellettuali i quali si dedicano anima e corpo a una missione: demonizzare la civiltà occidentale. Sempre generosi con sé stessi, molti di loro chiamano tutto ciò «spirito critico».

Le idee circolanti sulle presunte colpe dell’Occidente nel rapporto con la Russia non sono solo stupide. Sono anche pericolose. Perché, se troppo diffuse, favoriscono il disarmo morale di fronte alle sfide delle potenze autoritarie. In questo frangente della storia – conclude – non possiamo permettercelo”.
 

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