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Angelo Panebianco (Corriere della Sera): «Moderazione e compromessi aiutano la democrazia»

Angelo Panebianco firma l’editoriale sul Corriere della Sera: “Come ha mostrato da ultimo il ballottaggio della settimana scorsa in Georgia, si può dire, alla Mark Twain, che «la notizia della imminente morte della democrazia americana è risultata fortemente esagerata».

Con la vittoria del candidato democratico Raphael Warnock contro il candidato trumpiano Herschel Walker, l’amministrazione Biden consolida la maggioranza di cui dispone al Senato.

Si conferma il trend manifestatosi in novembre. L’estremismo di Trump non ha pagato. L’amministrazione democratica – ricorda Panebianco – ha perso il controllo della Camera dei rappresentanti ma ha retto all’assalto repubblicano smentendo la regola secondo cui le elezioni di midterm puniscono duramente il partito del Presidente in carica. Nessuno dei candidati estremisti imposti da Trump al partito repubblicano è stato eletto.

Dopo la sua sconfitta nelle elezioni presidenziali del 2020 e il traumatico assalto a Capitol Hill del gennaio 2021, gli anticorpi presenti nella democrazia americana si sono messi in moto e stanno potentemente ridimensionando l’estremismo trumpiano e la sua carica eversiva.

Ricordiamo, a conferma della solidità delle istituzioni americane, anche tutti quei governatori ed altri esponenti del partito repubblicano che rifiutarono di avallare il tentativo di Trump di annullare il risultato delle elezioni presidenziali.

Le democrazie – spiega l’editorialista -non sono mai completamente al riparo da tentativi eversivi. Le fasi in cui la democrazia esibisce maggiore stabilità sono quelle dominate da forze centriste.

E si capisce perché: sono le forze che dispongono della flessibilità necessaria per stipulare i compromessi senza i quali non si governano le nostre società complesse.

C’è in questo anche un insegnamento per l’Italia. La nostra è forse, fra tutte le democrazie occidentali, la più «difficile».

Lo testimonia il quarantennio di democrazia bloccata, con la Dc sempre al governo e il Pci sempre all’opposizione. Anche se si cerca di parlarne il meno possibile quel passato influenza il nostro presente.

L’attuale governo è guidatodalla leader di un partito che viene dall’estrema destra ma è indubbio che Meloni abbia cercato e cerchi di tenere la barra il più possibile al centro.

Le democrazie – conclude – funzionano al meglio quando prevale la moderazione e la politica del compromesso. In quelle fasi possono anche diventare piuttosto noiose. Difficile che capiti anche a noi”.

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