Sul Corriere della Sera Angelo Panebianco parla della forza dei valori occidentali, spesso sottovalutata dai regimi dittatoriali. “Nessuno avrebbe potuto fare alcunché contro l’invasione russa se tanti ucraini, di cui non conosceremo mai i nomi, non avessero scelto di resistere.
È stata la loro resistenza – sostiene Panebianco – ad aver cambiato tutto. Senza quella resistenza né Biden né gli europei avrebbero mosso un dito.
Il fatto che gli ucraini abbiano deciso di combattere, rovinando la festa a Putin, ha dato la sveglia agli occidentali, li ha costretti a sostenerli. Come tanti granelli di sabbia, hanno bloccato gli ingranaggi della potente macchina da guerra russa. E hanno cambiato il corso della storia del mondo.
Gli esseri umani, come hanno dimostrato gli ucraini, non sono solo i pezzi di una scacchiera, ed è per questo motivo che le democrazie alla fine potrebbero prevalere nel braccio di ferro ingaggiato con le grandi potenze autoritarie.
La ragione è che solo le società aperte occidentali sono organizzate in modo da valorizzare le persone garantendo loro quelle libertà che poi si traducono in iniziativa individuale, messa a frutto dei talenti, dell’inventiva di tanti in ogni settore.
Il contrario di ciò che fanno le società rette da regimi autocratici. Per giunta, grazie alla democrazia, le società occidentali possiedono ciò che le autocrazie non hanno: meccanismi mediante le quali è possibile correggere gli errori. E hanno il vantaggio che, se minacciati dagli autocrati, tanti pacifici occidentali, nel momento del pericolo, sarebbero pronti a difendere le loro libertà.
A differenza dei sudditi governati dagli autocrati, quei cittadini dispongono di forti motivazioni. I capi delle potenze autoritarie – conclude Panebianco – sottovalutano regolarmente le grandi risorse, alimentate dalla libertà, che le democrazie possono, alla bisogna, mettere in campo”.
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