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Angelo De Mattia (economista): «Produzione e lavoro sono i due cardini con cui scegliere il nuovo ministro dell’Economia»

Sul Messaggero anche Angelo De Mattia si interroga su chi dovrà essere il prossimo ministro dell’Economia.

ricorda come nei passaggi fondamentali della vita della Repubblica, la figura dei ministri del Tesoro (oggi appunto dell’Economia) sia stata sempre centrale: ciò spiega perché in questa fase, segnata da una economia che vive uno stato di “eccezione”, sia particolarmente laboriosa l’individuazione di una candidatura all’altezza delle sfide incombenti.

Naturalmente, la centralità della figura, in questo tempo in cui l’economia è in assoluto primo piano, si colloca pur sempre nell’ambito dell’esercizio dei poteri di indirizzo e coordinamento del presidente del Consiglio e nella collegialità delle decisioni dell’esecutivo.

Ma le attribuzioni del ministro nelle scelte, nelle iniziative e nelle proposte sono fondamentali, a cominciare da quelle esercitate in sede europea e internazionale – nell’Eurogruppo, nell’Ecofin, nelG7 e nel G20 finanziario, nel Fondo monetario internazionale e nella Banca mondiale – per passare ovviamente a quelle interne, iniziando dal bilancio dello Stato e dal debito. Non sappiamo se il ministero sarà diviso tra Tesoro e Finanze, come si vocifera, tornando all’assetto del passato.

Comunque l’attesa perché a lavorare in quello che fu l’ufficio di Quintino Sella è che si tratti di una personalità che non sia solo il guardiano dei conti pubblici – funzione assolutamente necessaria – ma che abbia la capacità e autorevolezza per impostare e fare avanzare una politica economica fondata sui due cardini della produzione e del lavoro, sostenendo le imprese italiane, bloccando un processo quantunque iniziale di riduzione del tessuto imprenditoriale e in genere delle attività economiche per risalire la china e contribuendo a promuovere crescita e occupazione.

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