Per portare a termine le opere del Pnrr è necessario «andare in gara con prezzi adeguati e dare attuazione ai meccanismi revisionali in tempo, per evitare squilibri economici e sovraesposizioni da parte degli appaltatori». Lo ha affermato Regina De Albertis, presidente dell’associazione dei costruttori edili Assimpredil Ance.
«Non è più sostenibile» ha aggiunto «un sistema che si regge su finanziamenti anticipati delle opere da parte degli esecutori perché, visti gli importi, si rischia il fallimento II Codice Appalti, oggi in discussione parlamentare, potrebbe risolvere alcune questioni aperte ma servono chiarimenti, ad esempio, sui meccanismi di revisione prezzi previsti. Il giudizio del nostro mondo sul nuovo Codice Appalti è positivo in merito al riconoscimento del principio di conservazione dell’equilibrio contrattuale: gli eventi imprevisti che si verificano nella fase di esecuzione non devono alterare la sostanza economica dell’accordo originario. È una clausola finora considerata tabù, e questo è un grande passo in avanti».
«Ma è la declinazione operativa del principio che non convince: non si capisce perché il risarcimento dello squilibrio economico sia riconosciuto solo per l’80% e con un’alea del 5%. Soprattutto non è chiaro il meccanismo revisionale previsto, nonostante la articolata proposta fatta da Ance di utilizzare sistemi dinamici di adeguamento, modellati su quelli di altri paesi come la Francia e la Spagna. Sono gli unici sistemi che consentono un reale e immediato riequilibrio economico (soprattutto in tempi turbolenti di inflazione) senza il quale, bisogna prenderne atto con serietà, tutto il mercato è destinato a fermarsi».








