Il cancelliere tedesco Olaf Schoz a Versailles ribadisce che la Germania e l’Europa non disporranno l’embargo del gas e del petrolio russo. Ma è la sua ministra degli Esteri Annalena Baerbock a spiegare a chiare lettere il perché, chiarendo che gli effetti molto pesanti si avvertirebbero a stretto giro. “Se lo stop alle importazioni del gas russo servisse a chiudere questa guerra domani, lo faremmo”, ha affermato infatti.
Ma vanno chiarite le conseguenze, ha poi aggiunto: “Se si fermasse dall’oggi al domani qualsiasi importazione di energia, questo significherebbe che in un paio di settimane non avremmo più elettricità e riscaldamento”.
“Quanti giorni potremmo sopportare che la gente non possa più andare a lavoro, che negli asili infantili non ci sia la corrente, che non possiamo far funzionare davvero gli ospedali?” Scenari che turbano anche il mondo economico, e l’industria tedesca, mentre l’esecutivo lavora a un nuovo scudo per le imprese (come avvenne per il Covid) e, stando ad Handelsblatt, anche a uno “scudo per l’energia”.
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