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[L’analisi] E’ allarme rincari. Il prezzo del pane aumenta a due cifre. Ma è solo l’inizio

Stangata in arrivo per il prezzo del pane. Il mix micidiale “caro energia-aumento del grano” rischia di   abbattersi sulla classica rosetta. A lanciare l’allarme è Davide Trombini, presidente di Assopanificatori. Il settore, ancora sotto stress a causa della pandemia, sta scontando persino la concorrenza delle imprese straniere che beneficiano spesso di tariffe energetiche inferiori a quelle italiane.

”Il prezzo del pane -dice all’Adnkronos- è già aumentato dell’8-10%, e aumenterà ancora; non è facile stimare i prossimi step, dipende   anche da regione a regione, ma sicuramente questo incremento non basta  a coprire le maggiori spese”. Non solo. Il prezzo del grano duro ”è  aumentato del 90% -dice Trombini- e sta aumentando tutto: uova, latte,  olio. Costi che per forza si devono poi trasferire sul prodotto finale”.

Una situazione resa ancora più difficile dalla concorrenza europea. Il timore è che i clienti “poi non vengano più ad acquistare il pane perché comprano, a un prezzo minore, nei supermercati, quello che arriva dall’estero. Purtroppo il caro energie e l’aumento dei prezzi delle materie prime grava soprattutto sui piccoli imprenditori e sulle aziende italiane. C’è un divario di trattamento tra noi e i paesi esteri, perché noi rispettiamo tutte le regole della comunità europea, compresi i controlli che hanno dei costi, a partire dalla materia prima fino al prodotto finito. Dall’estero invece non è detto che le rispettino e i dipendenti li pagano meno, anche 200 euro al mese. Gli italiani dovrebbero imparare a consumare il prodotto italiano”.   

Impossibile secondo il presidente di Assopanificatori che in queste condizioni il comparto possa riprendersi. “Il nostro settore -prosegue  Trombini- era in crisi già prima del covid, a causa del crollo del   consumo del pane dovuto agli snack. Il pane non è più importante per tutti, solo per alcuni. Quindi se prima eravamo in crisi, ora è anche peggio. Più di 3700 aziende hanno chiuso negli ultimi 3 anni e non   apriranno mai più”.       

Per il presidente del Assopanificatori, il governo dovrebbe “abbassare i costi dell’energia e fare qualcosa per mettere a tacere gli animi. Qui se ne stanno approfittando tutti, c’è una speculazione in atto”.       

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