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Alfonso Gianni (il Manifesto): «Dalla riunione dei Paesi Brics parte la transizione egemonica mondiale»

La riunione dei Paesi Brics a Pechino con il tema di fondo della guerra russo-ucraina e i cambiamenti che essa sta producendo a livello geopolitico e dell’economia mondiale, avviene all’insegna di una sfida geopolitica alla decadente primazia mondiale statunitense.

Lo scrive Alfonso Gianni sul Manifesto parlando di “transizione egemonica mondiale”: “Le votazioni susseguitesi in questi mesi in sede Onu, dal 2 marzo in poi, per condannare l’invasione russa dell’Ucraina hanno rivelato a tutti che un’ampia maggioranza della popolazione mondiale vive in quei paesi dell’Africa (1,2 miliardi di persone), in India (1,4 miliardi), in Cina (1,4 miliardi) che non si sono uniti al voto di condanna.

Considerarli come succubi della bramosia di potenza di Putin è peggio che stupido. In realtà sta avvenendo quello che la sociologa statunitense Janet Abu-Lughod già prevedeva nel 1989, data topica della storia mondiale, affermando che l’epoca dell’egemonia occidentale, con a capo gli Usa, il «secolo americano» come è stato chiamato, era agli sgoccioli e che sarebbe stata sostituita dal ritorno a un «relativo equilibrio tra molteplici centri di potere».

I decenni successivi hanno evidenziato come sia in corso, soprattutto dal punto di vista economico e politico, non ancora militare, una transizione egemonica mondiale da Ovest ad Est.

La stessa guerra russo-ucraina può – osserva Gianni – essere vista come un tratto di questo percorso, particolarmente infelice perché posto su uno sciagurato piano inclinato. Ora l’Oriente ha perso nel mainstream ogni aurea di dolce mistero.

È diventato il nemico della civiltà e dei valori occidentali. E lo sarà sempre più nella propaganda filoatlantica – nella quale i nostri governanti sono immersi come dimostra il recente dibattito parlamentare -, specialmente se riusciranno a far credere che a Pechino, come già hanno titolato alcuni giornali, si riuniscono gli «amici di Putin».

Certo, sta agli esiti del vertice dei Brics, capovolgere questa immagine. La globalizzazione come l’abbiamo conosciuta e combattuta è finita sotto i colpi di un succedersi di crisi economiche, sanitarie, ambientali e belliche.

È evidente ai più che siamo di fronte a un processo di de-globalizzazione. La vera svolta – conclude Gianni – è che la fine della supremazia Usa non venga sostituita da altre, ma con un multipolarismo garantito da organismi internazionali profondamente riformati”.

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