Il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato, è intervenuto sulle pagine del Sole 24 Ore, commentando la volontà, del governo e del ministero dello Sviluppo economico, di studiare un intervento articolato per l’acciaio.
«Siamo a un passaggio cruciale e i segnali che ci arrivano dal Governo sono confortanti, perché richiamano i principi di una politica industriale che nel nostro Paese manca da tanto, troppo tempo».
Il settore sta attraversando una fase congiunturale particolare: la domanda è elevata e i prezzi sono alle stelle. I livelli di produzione, invece, secondo i dati di febbraio, certificano un output di 2,074 milioni di tonnellate, l’1,2% in più rispetto ai 2,042 milioni di tonnellate dello stesso periodo del 200. Uno scenario finalmente positivo, dopo l’anno scorso, che si è chiuso con un calo produttivo del 12%, poco sopra i 20 milioni di tonnellate. I dati, pubblicati da Federacciai, evidenziano a marzo un balzo della produzione per i lunghi (+8,9% a quota 1,180 milioni di tonnellate) e un ribasso dei prodotti piani cala del 4,5% a 891 mila tonnellate.
L’industria siderurgica in Italia comprende i tre grandi ex poli statali, oggi in mano a proprietà straniere, e tutti e tre alle prese con decisioni determinanti per il futuro. Ma ci sono anche i produttori da forno elettrico e i trasformatori, capaci in questi anni di crescere e proporsi, in molti casi, come player con una vocazione di dimensione europea.
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