“L’ipotesi del passaggio alla dipendenza dei convenzionati significherebbe la morte per l’Enpam, con un costo stimato per la Fondazione pari a 84 miliardi di euro. Noi siamo costituzionalmente depositari di un compito che ci viene assegnato dallo Stato, per garantire le provvidenze previste dall’articolo 38 della Costituzione. Questo non va dimenticato”.
Questo il messaggio lanciato dal presidente dell’Enpam, Ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri, Alberto Oliveti, nel corso del 78 congresso nazionale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale, a Villasimius (Cagliari), in merito alla possibile riforma dell’assistenza territoriale alla luce del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).
“Il ‘new normal’, la nuova normalità che dovremmo raggiungere nel dopo Covid, ci consegna forte e intensa l’impressione che non si possa contare più su rendite di posizione. La stabilità sociale appare fondamentale per ottenere da un lato la ripresa, ma anche un cambio del modello di sviluppo. Ma a noi non sembra che si stia andando in tal senso nella medicina pubblica territoriale con il medico di medicina generale che – mentre in tutti i servizi sanitari universalistici è considerato il fulcro – da noi corre il rischio di una rimozione forzata perchè accusato di uso indegno del territorio pubblico. Questo – ha aggiunto – credo non sia accettabile. Ci sarebbe da chiedersi a vantaggio di chi andrebbe questa rimozione”, si chiude la nota dell’Ente.








