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[Viaggio nelle città] Agrigento, la città della classicità e della cultura, ripartirà grazie al turismo, al mare e alla solidarietà

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Agrigento, 56.000 abitanti a 230 metri sul livello del mare, è situata su un piano che declina verso il mare. È una delle città d’arte italiane. Il suo patrimonio consiste in tanti gioielli di varie epoche. La Valle dei Templi la troviamo lì dove si guarda il mare. Essa è una delle più stentoree testimonianze della civiltà greca classica ed è stata inserita dall’Unesco nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.

Michele Gallo fa parte del gruppo di guide autorizzate Sicily Travelnet, ed è curatore del sito lavalledeitempli.it. Come addetto ai lavori nel campo turistico, operante in Agrigento, abbiamo posto delle domande.

Dottor Gallo, ci racconti Agrigento.

Agrigento è una città straordinaria sotto tutti i punti di vista. Vanta una storia plurimillenaria. È stata uno dei centri più fiorenti della civiltà greca classica ed è sempre stata protagonista della cultura mondiale. Basta citare i nomi di Empedocle, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri.

Il territorio del circondario è caratterizzato da un paesaggio fisico- geologico mutevole e straordinariamente vario. La complessità delle vicende storiche, che si sono succedute nel corso dei millenni, e la diversità dei popoli, che vi si sono stabiliti, hanno creato un sostrato culturale unico che affiora nelle tradizioni culturali, religiose e gastronomiche.

A breve distanza dal capoluogo si trovano delle spiagge incantevoli come la Scala dei Turchi, Punta Bianca e  Torre Salsa. Paesi dalla storia millenaria come Naro, Licata, Caltabellotta e Sciacca. Andando verso l’interno, si incontrano paesini collinari come Sant’Angelo Muxaro e paesi arroccati sulla montagna come Cammarata, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina e Bivona.

La Valle dei Templi è meta di visitatori di tutto il mondo. Quale è rapporto di essa con Agrigento.

Un rapporto di contiguità e vicinanza che è cambiato nel corso del tempo. Fin dall’epoca del Grand Tour, Agrigento è stata la tappa di sosta obbligata e di partenza per l’escursione alla Valle dei Templi. La tempistica e le modalità di viaggio costringevano i viaggiatori a fermarsi diversi giorni e , quindi, visitare la città e i suoi monumenti; la Cattedrale di San Gerlando con il suo “tesoro” e l’Abbazia di Santo Spirito, in particolare .

Con l’avvento della società di massa, del turismo organizzato, lo sviluppo delle comunicazioni, il consumismo e i ritmi frenetici delle nostre vite quotidiane, la contiguità è diventata separazione ed estraneità. Solo una piccola parte dei visitatori della Valle percorreva i 5 km che la separano dalla città. La maggior parte preferiva correre verso altre mete per vedere il più possibile nei pochi giorni a disposizione per la vacanza in Sicilia.

Negli ultimi anni il modo di viaggiare è cominciato a cambiare. Si è affermata una nuova filosofia del turismo sostenibile, lento e mirato a vivere il territorio piuttosto che vederlo come un prodotto di consumo. Ed ecco che la valle e la città si sono avvicinate ed hanno iniziato un processo di integrazione. Purtroppo, la pandemia ha sospeso tutto.

Quale ferite ha inferto la pandemia all’arte di Agrigento?

Credo che le ferite siano state inferte, piuttosto, al processo di cui parlavamo prima. L’improvviso crollo dei visitatori ha soffocato molte attività culturali e iniziative imprenditoriali, legate al turismo, che avevano cominciato a svilupparsi. Dopo un’illusoria ripresa estiva, il nuovo esplodere dei contagi ha fatto crollare le speranze di un rapido ritorno alla normalità. Si spera che la nuova ripartenza, che dovrebbe essere imminente, ci riporti ai livelli pre-Covid. Ovviamente, nessuna ferita è stata inferta al patrimonio artistico, archeologico e monumentale. La soprintendenza, il Parco archeologico e le altre autorità competenti hanno continuato a svolgere la loro opera di salvaguardia e tutela. Il Parco archeologico ha ripreso gli scavi nell’area del teatro ellenistico e il lavori per la musealizzazione del Tempio di Zeus.

Dottor Gallo ci formuli qualche idea per la ripartenza nel campo del patrimonio artistico.

Credo che la ripartenza possa avvenire in modo rapido. La fruizione della Valle dei Templi può ripartire immediatamente. Il parco archeologico si estende su un’area di 1300 ettari e può essere visitato senza limitazioni con qualche accorgimento per regolare l’accesso alla biglietteria negli orari di punta.

Gli ampi spazi della zona archeologica, ma anche i vicoli e i cortili della vecchia Girgenti, si prestano ad ospitare eventi all’aperto come manifestazioni musicali, momenti teatrali, festival cinematografici che potranno attirare numerosi visitatori in assoluta sicurezza.

Il litorale agrigentino che si estende per circa 120 km da Menfi a Licata, con le sue spiagge a dune sabbiose e le acque cristalline, consente una balneazione tranquilla e un ritorno ad una serena socialità.

Il nostro gruppo guide, in particolare, ha elaborato nuovi percorsi trekking nelle zone archeologiche e nei siti naturalistici. Abbiamo sviluppato anche dei percorsi letterari sui luoghi dei grandi scrittori  della nostra terra (Luigi Pirandello, Andrea Camilleri, Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa). Ovviamente, continueremo ad organizzare le gettonatissime visite della Valle al tramonto.

Il nostro sito, inoltre, ha intrapreso una collaborazione con l’Associazione Culturale “South-Movie” che organizza il “Sicilymovie-Festival del Cinema di Agrigento”. Questo atteso evento si terrà nella Valle dei Templi dal 28 al 31 Luglio, 2021. Insomma, ci sono tutte le premesse perché Agrigento riparta presto.

Esprima un desiderio sul futuro di Agrigento

Il desiderio è che gli agrigentini riescano, finalmente, a superare i confini dell’individualismo a cui il retaggio storico e culturale li ha confinati. L’auspicio è che tutti, insieme, concorrano ad elaborare una visione di futuro in cui la città riesca a realizzare al massimo le sue potenzialità. I presupposti ci sono tutti.

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