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Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il Made in Italy: “Le nuove misure dell’Ue sull’acciaio sono un bene, ora l’ex Ilva è l’ultima sfida. Spero nella nuova gestione Flacks e nell’ok di Ribera per il prestito al Governo”

L’Italia accoglie con favore l’approvazione, da parte della commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, di nuove misure di salvaguardia dell’industria siderurgica europea contro gli effetti della sovraccapacità globale nella produzione di acciaio, e chiede che sia riconosciuto il suo impegno come primo produttore di acciaio green (a basse emissioni) in Europa; d’altra parte, il governo si impegna ad affrontare “l’ultima sfida” per quanto riguarda il futuro dell’ex Ilva di Taranto, dopo “il danno arrecato dall’ex gestore Mittal”, con la prospettiva che il gruppo Flacks prenda ora in mano l’impianto e ne garantisca la continuità produttiva ma anche la decarbonizzazione.

Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, in un punto stampa questo pomeriggio a margine dei suoi incontri a Bruxelles, oggi e domani, con i deputati italiani al Parlamento europeo e con cinque commissari europei, tra cui i vicepresidenti esecutivi Stephan Séjourné, responsabile per l’Industria, e Teresa Ribera, responsabile per la Concorrenza e il Green Deal.

Sull’ex Ilva, tra l’altro, il ministro spera di ottenere il via libera della Commissione europea al prestito da 149 milioni di euro che il governo concederà allo stabilimento siderurgico per il 2026, per garantirne la continuità operativa in attesa della vendita.

Oggi – ha riferito Urso – “siamo riusciti a ottenere misure di salvaguardia per la siderurgia, con la riduzione, il dimezzamento delle quote e il raddoppio dei dazi”.

Le misure approvate oggi (che ora verranno negoziate con il Consiglio dell’Ue in vista di un accordo finale entro la primavera) comportano una riduzione delle quote di importazione dei prodotti di acciaio a 18,3 milioni di tonnellate all’anno, con una riduzione del 47% rispetto alle quote in vigore dal 2024, e l’imposizione di dazi del 50% per le importazioni eccedenti le quote.

Inoltre, è prevista la messa al bando dell’acciaio importato dalla Russia e dalla Bielorussia.

Rispetto alle proposte iniziali, ha rilevato il ministro italiano, “le votazioni avvenute questa mattina sono ulteriormente migliorative, a tutela del mercato e della produzione interna, e soprattutto di coloro, come i siderurgici italiani, che tanto hanno fatto sulla strada della decarbonizzazione.

Perché l’Italia” – ha sottolineato – “è il primo paese in Europa per produzione di acciaio green: l’85% della produzione è green, e anche i nuovi progetti che abbiamo sostenuto e che si stanno sviluppando a Terni, importante sito siderurgico, e poi a Piombino con investimenti stranieri particolarmente consistenti, sono entrambi sulla direzione della produzione green”.

“Quindi l’Italia” – ha ribadito Urso – “è il paese più avanti su questa strada, e deve essere riconosciuto questo vantaggio, questo risultato”.

Ma poi – ha aggiunto il ministro – “abbiamo da affrontare l’ultima e direi più importante e impegnativa sfida, che riguarda Taranto, che una volta era il primo sito siderurgico europeo.

La sfida è davvero impegnativa, anche per il lascito grave del passato: ricordo a tutti che i legali dell’amministrazione straordinaria hanno presentato una causa risarcitoria per danni arrecati agli stabilimenti dal precedente gestore, Mittal, pari a un’entità di 7 miliardi di euro.

Credo che sia la causa risarcitoria più importante della storia del nostro paese.

Il che vuol dire” – ha indicato Urso – “che c’è stato qualcuno che ha arrecato danni davvero importanti e significativi”.

“In questo contesto” – ha continuato – “stiamo affrontando il processo, la negoziazione, e lo stanno facendo ovviamente i commissari straordinari.

È il loro compito, con un attore internazionale che intende rilevare lo stabilimento del gruppo, Flacks.

Ovviamente, essendo questo il contesto della negoziazione, preferisco non intervenire.

Lo faremo successivamente quando i commissari ci avranno dato riscontro del negoziato che è in corso”.

A un giornalista che chiedeva che fine abbiano fatto progetti di decarbonizzazione per l’ex Ilva, annunciati mai presi davvero sul serio né dallo stabilimento, né dai governi degli ultimi anni, Urso ha risposto addossando tutta la responsabilità sull’ex gestore: a Taranto – ha affermato – “di Green non c’è stato nulla fino ad oggi perché Mittal non ha fatto quello che era stato concordato.

C’è che nella gara, nelle procedure di gara per cui Flacks ha fatto la sua proposta, è prevista la più veloce decarbonizzazione. È nel contesto della gara internazionale.

Quindi Flacks ha fatto una proposta che è stata giudicata dai commissari e dai comitati di sorveglianza, nella loro autonomia decisionale, la più confacente per raggiungere l’obiettivo della continuità produttiva e della decarbonizzazione. Ora vedremo se questo negoziato in corso raggiungerà i risultati”.

“Io domani mattina” – ha annunciato il ministro – “avrò l’ultimo dei miei incontri con i commissari, con la commissaria Ribera, perché tra l’altro ci deve autorizzare l’ultimo prestito che è stato concesso e votato dal Parlamento nel decreto Ex Ilva.

A tal fine” – ha concluso – “ho un colloquio, spero decisivo, con la Ribera”, che è la responsabile della politica Ue di concorrenza e sugli aiuti di Stato.

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