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Acea: servono condizioni abilitanti in Europa per la transizione di bus e camion | Lo scenario

Per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di almeno il 45% entro il 2030 rispetto ai livelli 2019-2020, l’Europa avrà bisogno di una trasformazione completa del sistema che coinvolga tutti gli attori pubblici e privati dei trasporti pesanti. È quanto sostiene l’Acea, l’Associazione europea dei produttori di auto.

“Per i produttori di autocarri e autobus, la domanda non è se, ma quanto velocemente potremo decarbonizzare. Stiamo facendo la nostra parte fornendo i veicoli e la tecnologia per rendere il trasporto stradale europeo privo di combustibili fossili entro il 2040. Tuttavia, se non ci saranno le condizioni abilitanti non solo si solo rallenterà la transizione verde del nostro settore, ma sarà minacciata anche la nostra competitività globale”, ha affermato Sigrid de Vries, direttore generale dell’Acea.

La quasi assenza di infrastrutture di ricarica e rifornimento e la mancanza di efficaci schemi dei prezzi delle emissioni di carbonio e di misure di sostegno per sostituire i modelli con alternative a zero emissioni rappresentano i principali ostacoli alla transizione.

“I produttori – ha continuato de Vries – stanno facendo del loro meglio per decarbonizzare, ma fanno affidamento su condizioni abilitanti che sono in gran parte al di fuori del loro controllo. I decisori politici devono riconoscerlo nel regolamento sulla CO2 e garantire un quadro politico incentivante che acceleri la transizione verde del trasporto stradale”.

Secondo l’Acea nei negoziati del trilogo, i legislatori dovrebbero stabilire un monitoraggio annuale delle condizioni abilitanti a livello di Stato membro. Un attento monitoraggio è essenziale per garantire che eventuali carenze nell’implementazione delle infrastrutture o altre condizioni abilitanti siano tempestivamente affrontate. In assenza di queste condizioni abilitanti, le sanzioni per il mancato rispetto dei produttori sarebbero altamente ingiuste.

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