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Violenza sulle donne, il lockdown non ha fermato il mostro

L’Istat rende noto un report basato sulle telefonate al numero di emergenza 1522. Le mura domestiche restano il luogo in cui pi di frequente avviene la violenza, in percentuale il 93,4% dei casi finora nel 2020. Secondo l’Istituto di Statistica, nella maggior parte dei casi la violenza non appare un episodio sporadico ma attiene a comportamenti reiterati nel tempo: il 74,6% delle donne dichiara che la violenza dura da anni (72,6% nello stesso periodo del 2019), il 18,6% afferma, invece, che dura da mesi.

La violenza denunciata al telefono è per lo più di tipo fisico e psicologica, dato costante negli anni. Nel periodo considerato le segnalazioni per violenza fisica sono aumentate di circa 10 punti percentuali passando dal 43,4%, al 52,7%; quelle di violenza psicologica di circa 5 punti, dal 37,9 al 43,2%.

Denominatore comune il senso di disagio con il quale le vittime concludono la loro telefonata al numero di emergenza. Il 45,3% dichiara o di avere paura di morire o per la propria incolumità. La percentuale di coloro che provano tale stato d’animo è aumentata di 5,4 punti percentuali nel periodo 1° marzo-16 aprile 2020, rispetto al 39,9% dello stesso periodo del 2019. Il 56% delle richieste di aiuto arriva da parte di vittime con figli e il 33,7% da parte di vittime con figli minori. Il 64,1% delle vittime con figli (cioè 722 persone) dichiara casi di violenza a cui hanno assistito minori o casi di violenza subita da minori.

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