«Questo passo indietro dello Stato, senza entrare nel merito se sia stato giusto o meno farlo, metterà i Comuni in prima linea senza avere le risorse». Lo ha detto all’ANSA Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato al welfare dell’Anci, a proposito dei percettori del reddito di cittadinanza che dal 31 dicembre non ne avranno più i requisiti, perché ritenuti “occupabili”.
«Non si può pensare che i Comuni diventino sostitutivi di ciò che lo Stato ha scelto di non fare più» dice Vecchi. «È chiaro che una parte rilevante di chi prendeva il reddito di cittadinanza non lo prenderà più e potrebbe rivolgersi ai servizi sociale dei Comuni. Noi abbiamo proposto al governo di dirottare ai Comuni una parte del fondo di povertà per sviluppare dei progetti».
La questione, secondo Vecchi, riguarda un numero molto alto di persone. «Dal punto di vista politico» dice «siamo di fronte a un’evidenza, anche perché per una parte del paese, soprattutto in periodo di pandemia, ha rappresentato un ammortizzatore sociale fortissimo. Quindi è una questione che andrà monitorata: a Reggio Emilia, ad esempio, abbiamo intercettato, con il reddito di cittadinanza, persone che non si erano mai rivolte ai servizi sociali. Reggio Emilia è una città con un’economia che tira, con la disoccupazione al 3% e servizi sociali molto ben strutturati. In alcune aree metropolitane del centro-sud il problema rischia di assumere dimensioni molto difficili da gestire».
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