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Vacanze: il cambiamento climatico incide sulle scelte, per gli italiani più montagna che mare | La ricerca dell’Università di Torino

Il caldo record, leitmotiv di questa estate, sta modificando le scelte dei vacanzieri.

Aumenta la preferenza per le destinazioni di montagna, con gli italiani in fuga dalla calura e a caccia di fresco.

Il cambiamento climatico incide sulla scelta della destinazione turistica, ma anche sulla durata del soggiorno, sul periodo di partenza e sugli orari di visita.

Le città d’arte rischiano di diventare meno attrattive nelle ore centrali della giornata, mentre possono beneficiare di una maggiore domanda le località montane, collinari o percepite come climaticamente più confortevoli.

Una ricerca sul tema “Cambiamenti climatici e nuovi turisti: gestire in equilibrio”, citata in un articolo sul sito dell’Università di Torino, rileva che il 54% dei gestori di rifugi di montagna ha già sperimentato ripercussioni dirette sulla propria attività.

Fra luci e ombre. Meno neve in inverno, più piogge intense in estate, rischio idrogeologico, giorni di apertura persi o da riprogrammare.

Il cambiamento climatico non incide allo stesso modo ovunque.

Secondo alcuni ha ridotto l’afflusso turistico, mentre per altri lo ha addirittura aumentato, innescando un’estate più lunga che porta in quota un pubblico nuovo e meno esperto.

Cresce la richiesta di comfort, si abbassa la consapevolezza ambientale e cambia l’approccio alla montagna.

Molti parlano di visitatori più esigenti, meno preparati e spesso poco inclini a comprendere le difficoltà logistiche o l’importanza di comportamenti rispettosi.

Il 76% dei gestori segnala un calo nella conoscenza dell’ambiente montano da parte degli ospiti.

Luci e ombre, appunto, perché il fatto che “il caldo aiuta la montagna” è invece l’andamento rilevato in questo periodo da JFC, società di marketing turistico interpellata da LaPresse.

Il mood che emerge in questa estate di forte calura è: più montagna e meno mare.

“Le temperature elevate che tutta l’Italia e l’Europa si trovano ad affrontare, in maniera continuativa, sin dai primi giorni di giugno continuano, day by day, a condizionare le scelte in merito alla destinazione di vacanza.

Questo”, rileva JFC, “accade per le primarie vacanze estive, quindi non soltanto per i weekend”.

Il tema è proprio questo: “Al mare fa caldo e quindi si sceglie la montagna, anche se non era previsto.

Una condizione, questa, che porta beneficio all’economia della montagna estiva e che aiuta i fatturati delle imprese”, emerge dalla ricerca.

Sulle scelte degli italiani, JFC ha effettuato un benchmark sulle intenzioni di vacanza, confrontando quanto dichiarato nel corso della prima indagine di inizio giugno con la seconda di inizio luglio, completata il 10 luglio scorso, e mettendo a confronto, a un mese di distanza, la sola scelta della destinazione della vacanza principale.

Il dato che emerge “è decisamente rilevante”, spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di JFC, a LaPresse.

“Infatti, la quota del 14,6% di coloro che nella prima settimana di giugno avevano dichiarato di voler trascorrere quest’estate la propria vacanza principale in una località di montagna o dell’Appennino è aumentata.

All’inizio di luglio, gli italiani che hanno intenzione di scegliere una località di montagna o dell’Appennino per la vacanza principale salgono di 4,5 punti percentuali, raggiungendo quota 19,1% del totale”.

“Per gli italiani”, dice Feruzzi, “il tutto è legato alla ricerca di temperature più piacevoli rispetto alla calura che stiamo affrontando dall’inizio di giugno: la montagna viene scelta per ‘rinfrescarsi e scappare dal caldo torrido’”.

Intanto Omio, piattaforma per la prenotazione di viaggi multimodali, ha reso nota una nuova ricerca realizzata con Censuswide, dedicata all’impatto del meteo sulle scelte di viaggio.

Ne emerge che il 79% degli italiani sceglie la meta delle vacanze anche in base alle temperature previste, “a conferma di come il meteo sia diventato un elemento sempre più centrale nella pianificazione dei viaggi estivi”.

Il 53% non ha mai cambiato i propri piani di viaggio negli ultimi due anni a causa delle alte temperature, segno che il caldo non riduce la voglia di partire, sottolinea Omio.

Il 57% prevede invece di modificare il proprio modo di viaggiare nelle prossime estati, privilegiando destinazioni più fresche, Nature-Based Travel e itinerari più flessibili.

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