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Ursula von der Leyen, presidente Commissione UE; “La decarbonizzazione è la sfida principale del nostro tempo”

“La decarbonizzazione è la sfida principale del nostro tempo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sottolineando che l’Ue deve concentrarsi sulla produzione di tecnologie pulite per ridurre le proprie dipendenze dall’estero e dare slancio a un modello di crescita che prevede la decarbonizzazione dell’industria.

“Abbiamo bisogno e dobbiamo creare basi industriali pulite se vogliamo contenere il cambiamento climatico.

Adesso si parla di accesso alle tecnologie, alle materie prime e dell’accelerazione del processo manifatturiero.

L’obiettivo comune deve rimanere la costituzione di capacità per le tecnologie pulite ma non alle spese di altri.

Abbiamo disperatamente bisogno di un enorme passo avanti nella creazione e nel lancio di queste tecnologie.

Ci dobbiamo rafforzare reciprocamente, le opportunità ci sono e questo sarà un punto importante da discutere al G7″, ha spiegato in conferenza stampa in vista di tre importanti appuntamenti internazionali: il Consiglio d’Europa domani a Reykjavik, il vertice del G7 a Hiroshima di venerdì e il summit Ue-Corea del Sud a Seul la prossima settimana.

“Il modello economico che si basa sui combustibili fossili è obsoleto.

Il Green Deal europeo si incentra su un modello di crescita nuovo, che prevede la decarbonizzazione dell’industria, l’uso di energia rinnovabili.

Stiamo lavorando a un’economia circolare che si basi sull’uso delle rinnovabili”, ha proseguito, sottolineando che “in Giappone abbiamo la prima vera alleanza verde, è uno dei partner più importanti per raggiungere l’obiettivo di un’economia neutrale dal punto di vista ambientale”.

Passando ai rapporti dell’Ue con la Cina, Von der Leyen ha evidenziato che è necessaria “un’impostazione poliedrica alla nostra relazione economica, caratterizzata dalla determinazione di evitare i rischi e non allontanarci dalla Cina.

Continueremo a collaborare su aspetti come la lotta al cambiamento climatico.

Siamo in concorrenza con la Cina e dobbiamo rafforzare la nostra vitalità economica.

Ridurremo le dipendenze strategiche e rimaniamo uniti sulle sfide di politica estera e di sicurezza essenziali.

Continueremo a chiedere alla Cina di astenersi dall’appoggiare la guerra russa, ci opporremo a cambiamenti unilaterali allo status quo”.

A proposito dell’Ucraina la presidente ha detto che è importante assicurare un sostegno finanziario a Kiev anche oltre il 2023.

“Dobbiamo dare un sostegno prolungato all’Ucraina, questa Nazione coraggiosa.

I Paesi che offrono sostegno devono dimostrarsi perseveranti e penso che i leader aderiranno a questa idea e seguiranno due principi: il primo è che continueremo ad appoggiare l’Ucraina per tutto il tempo che sarà necessario e il secondo è che non si fa nulla per l’Ucraina senza l’Ucraina.

Questo dovrà tradursi in un sostegno finanziario stabile anche oltre il 2023, si tratterà di accelerare anche l’appoggio militare sulla base delle esigenze dei presenti”, ha dichiarato.

“Daremo un appoggio forte alla formula per la pace del presidente Zelensky, che ha dichiarato di essere pronto per la discussione.

Questa formula per la pace deve essere il punto di partenza per i nostri sforzi.

Al G7 parleremo anche di sanzioni, faremo un inventario di quelle esistenti, decideremo le sanzioni per il futuro.

La Commissione ha proposto un undicesimo pacchetto che si concentra sull’attuazione e le misure contro l’elusione delle sanzioni.

Gli altri membri del G7 stanno elaborando pacchetti simili”, ha proseguito, spiegando che “a Reykjavik discuteremo di come chiamare la Russia a rispondere.

Io sono a favore della creazione di un tribunale specifico per trattare il crimine di aggressione, creeremo anche un registro dei danni a L’Aia.

Si tratta di un primo passo importante per ottenere un risarcimento dalla Russia”.

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