Cresce l’occupazione attesa negli hotel italiani per il mese di agosto.
Secondo i dati dell’indagine di Confindustria Alberghi tra le aziende associate, il tasso di occupazione medio atteso si colloca intorno al 71%, in salita di oltre sei punti rispetto allo stesso periodo del 2025, quando era pari al 64,8%, per attestarsi al 72% nella settimana di Ferragosto.
Un dato, spiega Confindustria Alberghi, che si inserisce in un quadro nazionale positivo.
Secondo le elaborazioni dell’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo, l’estate 2026 vede l’Italia al primo posto in Europa per tasso di saturazione delle prenotazioni online, davanti a Spagna e Francia, con una crescita della saturazione nazionale del 13,4% a giugno e del 10% a luglio rispetto al 2025.
“Sono numeri che confermano la capacità di attrazione dell’ospitalità italiana in un momento di forte competizione internazionale”, sottolinea Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi.
“Il 58% delle nostre strutture registra una clientela a prevalenza straniera, in ulteriore crescita rispetto allo scorso anno, ed è un segnale che si allinea perfettamente al primato dell’Italia nel contesto europeo, come dimostrano i dati diffusi la settimana scorsa dal Ministero del Turismo.
Un risultato che premia la qualità della nostra offerta e la capacità del comparto di intercettare una domanda internazionale sempre più esigente”.
Per Confindustria Alberghi si tratta di un’evoluzione alla quale il comparto sta rispondendo con strumenti di revenue management sempre più sofisticati, per continuare a cogliere appieno le opportunità di una domanda in crescita.
Sul fronte delle prenotazioni, rispetto al 2025, oltre il 67% delle strutture segnala un andamento stabile o in crescita, in un contesto di progressivo accorciamento della booking window.
Quasi la metà degli operatori, pari al 47,8%, dichiara un anticipo di prenotazione minore rispetto allo scorso anno, a fronte di un 35% senza variazioni e di un 17,2% con anticipo maggiore.
Anche sul lato della clientela il quadro è improntato alla stabilità.
I due terzi delle strutture registrano una domanda italiana stazionaria, mentre la clientela straniera, prevalente per il 58,4% degli intervistati, mostra una dinamica leggermente più vivace, con oltre una struttura su cinque che dichiara una crescita.
Il dettaglio per tipologia di destinazione conferma la solidità del comparto costiero e lacustre.
Le località di mare registrano un tasso di occupazione atteso dell’81,8%, che sale all’85% a Ferragosto, con previsioni di prenotazione in crescita per il 42,5% delle strutture.
Anche i laghi mostrano una buona tenuta, con un tasso di occupazione del 75%, pari al 76,4% a Ferragosto, e una domanda estera in crescita per metà del campione.
Nelle città, il tasso medio atteso si ferma al 68,6%, con il 41,7% delle strutture che segnala un calo delle prenotazioni, a fronte di appena il 12% in crescita.
Quadro composito, infine, per le strutture di montagna, termali e delle altre destinazioni, che registrano un tasso di occupazione medio più contenuto, compreso tra il 63,8% e il 65%, con previsioni miste.
Tra le città, Napoli si distingue per il tasso di occupazione più elevato, con un dato atteso dell’87%, che raggiunge il 90% a Ferragosto, sostenuto da una domanda italiana stabile.
A Roma prevale la stabilità, con l’81,8% delle strutture senza variazioni nelle prenotazioni e un tasso medio del 70,5%.
Venezia mostra un tasso di occupazione in linea con la media nazionale, pari al 72,4%, in un mercato a prevalenza straniera del 94,7%.
Sul fronte dei mercati esteri, la classifica dei principali bacini di provenienza vede ai vertici Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, seguiti da Spagna, Svizzera e Austria.
Un dato che conferma la centralità dei mercati nordamericano ed europeo per la competitività dell’offerta ricettiva italiana.
“La leadership internazionale del turismo italiano”, conclude Fabri, “si costruisce ogni giorno grazie alla capacità delle nostre imprese di accogliere una domanda sempre più internazionale e in continua evoluzione.
Sono risultati di cui essere orgogliosi, che confermano l’Italia come meta di riferimento in Europa e nel mondo, da cui ripartire per continuare a crescere insieme a tutto il comparto turistico nazionale”.








