L’occupazione nel comparto ricettivo è arrivata a 313.438 dipendenti medi nel 2024, confermando un trend di crescita iniziato nel 2021, quando se ne contavano 204.110.
È quanto emerge da un’analisi di Gi Group sull’evoluzione dell’occupazione e sui principali trend Hr che interessano l’ospitalità.
Nonostante la crescita degli ingressi, la carenza strutturale di personale qualificato e l’elevato turnover continuano a rappresentare due delle principali sfide per il settore.
Per affrontarle, molte strutture stanno ripensando l’organizzazione del lavoro, investendo in percorsi di carriera più trasparenti, nello sviluppo delle competenze manageriali, nei sistemi di welfare e in una maggiore flessibilità operativa, oltre che nell’employer branding, nei programmi di upskilling e nella migliore gestione delle attività.
Dal punto di vista dei ruoli, rimangono centrali le figure legate a F&B e sala, insieme ai profili di front office e accoglienza.
Per molte di queste professionalità la domanda continua a superare l’offerta disponibile, evidenziando un persistente mismatch tra competenze richieste dalle aziende e disponibilità di candidati sul mercato.
Laura Tramis, division manager Ho.re.ca di Gi Group, ha commentato: “I numeri dimostrano che il settore continua a creare occupazione, ma oggi la questione centrale è un’altra: rendere l’hotellerie una scelta professionale attrattiva e sostenibile nel tempo.
Le aziende non competono più soltanto tra loro, ma con il retail, la logistica, i servizi e altri comparti che intercettano gli stessi talenti.
Per questo servono organizzazioni capaci di offrire sviluppo professionale, formazione continua, flessibilità e una chiara prospettiva di crescita”.








