In un momento in cui l’inflazione risulta ancora forte, il timore che l’economia possa rallentare torna a farsi strada. Lo ha dimostrato la seduta debole e negativa tanto dei listini europei quanto di quelli americani, mentre gli investitori sono tornati a rivolgere il loro interesse sui tradizionali beni rifugio, soprattutto l’oro. Lo riporta MF-Milano Finanza aggiungendo che oltre che sulle obbligazioni gli acquisti si sono concentrati sul bene rifugio per eccellenza, l’oro. Il metallo giallo è tornato a salire oltre i 2.000 dollari l’oncia, raggiungendo i massimi da più di 12 mesi.
Un altro segnale di come gli investitori temano realmente un rallentamento dell’economia americana e di conseguenza di quella globale. L’oro è arrivato a superare i 2.040 dollari e si è avvicinato ancora al record di 2.072 dollari toccato durante la pandemia. Secondo molti analisti l’oro è ben posizionato per sostenere guadagni al di sopra del livello di 2.000 perché è una copertura contro l’inflazione e l’incertezza economica.








