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Torino trasforma quattro scuole chiuse per il calo demografico in poli sociali e inclusivi | Lo scenario

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Il calo demografico cambia il volto dei servizi educativi

Il calo demografico produce effetti concreti anche sull’organizzazione dei servizi pubblici locali. A Torino, quattro ex scuole dell’infanzia dismesse a causa della diminuzione degli alunni vengono ora riconvertite in spazi dedicati al sociale e alla collettività. La Giunta comunale ha approvato la concessione degli immobili, situati nelle circoscrizioni 2, 3, 5 e 8, ad altrettanti enti del terzo settore, con l’obiettivo di valorizzare strutture non più utilizzate per attività scolastiche.

Gli edifici saranno affidati a Cpd, Fondazione Specchio dei Tempi, Aps Chicco di Grano e Cngei sezione Scout di Torino, organizzazioni impegnate in ambito educativo, sociale e culturale. La decisione rappresenta una risposta operativa alla trasformazione demografica che interessa molte città italiane, dove la diminuzione delle nascite porta a una riduzione del numero di studenti e alla conseguente riorganizzazione del patrimonio scolastico.

La riconversione degli spazi come risposta alla trasformazione demografica

Secondo il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, la trasformazione in atto richiede una gestione attenta e lungimirante degli spazi pubblici. La scelta di destinare gli immobili al sociale nasce dalla volontà di mantenere un legame con il territorio e di sostenere attività rivolte alla comunità.

“La trasformazione demografica deve essere affrontata e noi ci siamo posti il tema di come gestire l’opportunità data dagli spazi scolastici che, nella riorganizzazione dei servizi, erano stati dismessi. Dare nuova prospettiva a questi quattro luoghi e farlo senza tradire la vocazione per il territorio e valorizzando realtà così importanti del terzo settore è un esempio di come possiamo gestire la città e il patrimonio pubblico, secondo il valore della coesione sociale e dell’attenzione per gli altri”, afferma il sindaco.

Le parole del primo cittadino evidenziano come la riduzione della popolazione scolastica non debba essere interpretata solo come un problema, ma anche come un’occasione per ridefinire l’utilizzo degli spazi e rafforzare i servizi sociali.

Nuovi servizi sociali nei quartieri della città

La riconversione delle strutture scolastiche coinvolge diversi quartieri della città e prevede interventi mirati a sostenere famiglie, giovani e persone fragili. L’ex scuola di via Guidobono sarà utilizzata dal Cpd, che trasferirà qui la propria sede con l’obiettivo di ampliare i servizi offerti. Il progetto prevede la creazione di un vero e proprio villaggio dedicato all’inclusione e alle iniziative sociali e culturali, con avvio previsto entro il secondo semestre del 2027 e un investimento pari a un milione di euro.

L’ex asilo di via Invernizio diventerà invece la prima sede effettiva della Fondazione Specchio dei Tempi. Qui nascerà un centro polifunzionale dedicato alla povertà educativa, al sostegno alle famiglie, alle iniziative per la terza età e alla promozione della salute. L’investimento iniziale previsto ammonta a 791mila euro, destinato a crescere fino a quasi 2 milioni di euro nei prossimi anni. Le prime attività sono previste nel 2027.

Educazione, inclusione e attività per bambini e ragazzi

Il progetto coinvolge anche iniziative rivolte ai più giovani e alla formazione educativa. L’immobile di via Venaria è stato assegnato al Cngei sezione Scout di Torino, che realizzerà un centro dedicato a bambini e ragazzi di età compresa tra 8 e 19 anni, con attività basate sui valori dello scoutismo.

Infine, l’ex scuola di via Brissogne è stata affidata all’associazione di promozione sociale Chicco di Grano, che avvierà un polo educativo socio-culturale aperto e inclusivo, ispirato al modello pedagogico steineriano. L’iniziativa mira a creare uno spazio di incontro e crescita per le famiglie e per la comunità locale.

Il calo demografico come leva per ripensare le città

Il caso di Torino mostra come il calo demografico possa modificare profondamente l’organizzazione urbana e la destinazione degli edifici pubblici. La diminuzione della popolazione scolastica comporta la chiusura di alcune strutture educative, ma allo stesso tempo apre nuove possibilità di utilizzo degli spazi.

La trasformazione delle scuole dismesse in centri sociali rappresenta quindi una risposta concreta alla riduzione delle nascite e alla riorganizzazione dei servizi. In questo contesto, la collaborazione tra amministrazioni pubbliche ed enti del terzo settore diventa uno strumento fondamentale per garantire continuità ai servizi e rafforzare la coesione sociale nei quartieri.

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