Tiziano Treu, presidente del CNEL, ha partecipato all’incontro sul tema “La “messa a terra” del PNRR: coniugare semplificazione, contrasto alla corruzione, responsabilità della società civile” organizzato da ItaliaStatoDiDiritto e trasmesso su Radio Radicale. Riportiamo di seguito il suo intervento integrale.
“Vorrei dare alcune informazioni, a chi non ne avesse già, su quello che il CNEL sta facendo per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Come sapete il PNRR è stato costruito anche con la partecipazione della società civile, perché la legge europea dice questo. C’è però una analisi che ha fatto il CESE cioè il Consiglio europeo dei vari Cnel su come è andata la fase di ascolto e di coinvolgimento della società civile nella fase ascendente e non è un esito molto soddisfacente: quasi tutti i Paesi hanno detto che questa fase c’è stata, ma troppo poco, prima bisogna invece coinvolgere in modo sistematico le persone.
Noi abbiamo fatto già varie riunioni con il CESE europeo e ritiene che a maggior ragione nella fase di attuazione dei vari piani sia importante invece rendere concreta e operativa questa partecipazione sia nella fase di monitoraggio ma anche nella fase di proposta, di valutazione.
L’articolo 3 del decreto 77 italiano ha istituito questo tavolo di partenariato dove appunto si istituzionalizza in modo permanente la presenza di organizzazioni rappresentative società civile proprio per seguire tutta la implementazione del Piano. Questo è interessante perché i colleghi del CESE ci hanno detto che siamo stati l’unico Paese che ha istituzionalizzato per legge e con carattere permanente questa partecipazione. L’Italia ha anche dato dei compiti mentre gli altri Paesi cercano di attivare questa partecipazione, ma in modo piuttosto informale e quindi anche spesso già abbiamo detto non soddisfacente.
Ho poi avuto l’onore di essere indicato dal presidente Draghi come il coordinatore del tavolo di partenariato, quindi ho due cappelli, ma ritengo che anche questa indicazione sia una cosa positiva perché in fondo una buona parte di quelli rappresentati in quel tavolo sono anche rappresentati al CNEL, che è una rappresentanza istituzionale massima in Italia delle organizzazioni delle parti sociali e della società civile.
Quindi in sostanza noi abbiamo davanti tutti, ciascuno per il suo ruolo, cercando di lavorare insieme a questo grande compito di sostenere tutta la fase di implementazione del PNRR. Potrei dirlo con una grande enfasi ma lo dico semplicemente: noi abbiamo davanti quattro anni e rotti di lavoro che sono decisivi. Attenzione, non è l’unica cosa, perché il PNRR non sostituisce la politica economica e la politica finanziaria del Paese, però ne costituisce un grande aspetto, direi che è la più grande operazione di programmazione economica che l’Italia abbia mai avuta, quindi siamo tutti convinti non possiamo fallire.
Sul PNRR c’è una vigilanza stretta dell’Europa, solo la prima tranche dei fondi viene data sulla parola, che poi è la parola di Draghi, se non fosse stata la parola di Draghi non so come saremo andati. Invece le prossime tranche non vengono date sulla fiducia, ma sulla nostra capacità di mostrare che questi grandi e ambiziosi progetti del Piano vanno avanti secondo i tempi richiesti, che sono strettissimi.
Al di là delle cose che sono scritte nel testo che noi abbiamo commentato ampiamente come Cnel anche nel Parlamento, ci sono millecinquecento schede progettuali molto precise per cui tutti dobbiamo darci da fare, ciascuno nella sua funzione. C’è stato anche un bell’intervento del presidente Mattarella dove ha ribadito per l’ennesima volta che questa è un’enorme responsabilità per le istituzioni centrali e locali, per le organizzazioni della società civile e per i singoli individui. Quindi dobbiamo darci da fare tutti, possibilmente con metodo e con obiettivi convergenti.
Il tavolo riferisce alla cabina di regia, insieme con la struttura tecnica di Palazzo Chigi, quindi se volete, al di là del CNEL, le vostre osservazioni possono essere veicolate in qualche modo anche attraverso questo. Poi ci sono due istituzioni al MEF che sono interessanti e importanti per questo nostro esercizio, una è la struttura di rendicontazione e di analisi quantitativa soprattutto dei vari progetti, ma c’è anche un’unità che è preposta alla valutazione, che sta cominciando la sua attività perché ancora da valutare ci sono poche cose ma stanno arrivando. Siamo in contatto anche con questa istituzione, ci siamo già scambiati diverse opinioni e poi ha già avviato un’operazione con gruppi di lavoro dedicati sulle principali missioni.
Abbiamo vari gruppi di lavoro che hanno cominciato a fare questa analisi con uno strumento per ora ancora da rodare di analisi critica. I compiti sono punto di analisi critica, di segnalazione degli eventuali ostacoli per rimuoverli, e di proposta per rendere più efficiente ed efficace tutta questa programmazione che è così impegnativa per il nostro Paese.
La riunione di oggi è molto importante perché ci dà un primo contributo a fare tutti bene questo nostro importante mestiere”.








