Il premio Nobel per l’economia, Joseph Stiglitz, in collegamento dal Festival dell’Economia civile di Firenze con Coffee Break su La7, ha risposto a una domanda sul rischio di recessione in Europa. «L’Europa ha dovuto innalzare i suoi tassi di interesse per scongiurare grossi cambi nei tassi di cambio, però ancora nelle politiche di bilancio c’è troppa timidezza, quindi questo squilibrio rappresenta una minaccia di crisi, e i dati che abbiamo visto convalidano proprio questo tipo di prospettiva».
«La Fed ha aumentato i tassi di interesse molto rapidamente» ha affermato, «a mio giudizio troppo rapidamente, e si è spinta troppo. Gli Stati Uniti saranno in grado di gestire tutto questo effetto negativo sull’economia, perché noi abbiamo una politica di bilancio estremamente forte: c’è una legge sugli investimenti con una spesa di 270 miliardi, adesso si parla di un ulteriore trilione e mezzo di dollari, 1.500 miliardi addirittura; quindi, questo ha dato un grande incentivo all’economia».
Secondo il Nobel, per quanto riguarda i rapporti fra le valute, «possiamo allontanarci un po’ dalla dipendenza del dollaro, se ne parla da anni e anni, tuttavia finora nessuna valuta, nessuna divisa, nessuna raccolta di divise, di monete, è riuscita a fornire il tipo di liquidità e stabilità necessarie per rappresentare una buona alternativa per quanto riguarda le transazioni ed essere una valuta alternativa».








