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[L’intervento esclusivo] Stefano Laporta (Presidente ISPRA): «Per ripartire dall’Ambiente servono trasparenza e dialogo con i cittadini»

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Un modello di “dibattito pubblico” sui temi della ripartenza visti anche in un’ottica ambientale: questa la proposta che il Presidente dell’Ispra Stefano Laporta e Ilaria Catastini, Communications Manager, hanno avanzato con l’opuscolo dal titolo “Progettare il domani”, edito dalla casa editrice Albeggio. Dibattito e riflessioni che in questa fase di ripartenza per il nostro Paese e per la comunità europea, in cui si è chimati ad agire con tempestività, diventano cruciali. Per gli autori, infatti, il rischio esistente derivato dall’inerzia e dall’inazione, può provocare un rimbalzo negativo. In particolare, considerando le sfide e le opere richieste dal PNRR, la loro mancata realizzazione  priverebbe il Paese di un’occasione unica di miglioramento sociale ed economico. C’è un modello operativo a cui ispirarsi? La ricostruzione del Ponte Morandi, che tutta la città chiedeva, è stata la risposta da fornire al sacrificio delle vittime, un lavoro eseguito con tempistica, professionalità e in sinergia.

Fondamentale in questo momento, come lo è stato nell’esempio di ricostruzione del Morandi, acquisire il consenso, che si crea con la trasparenza, con la comunicazione continua e rigorosa. Occorre infatti informare la cittadinanza sugli stati di avanzamento, attraverso gli strumenti informatici e aggiornando continuamente le banche dati, così che tutti possano rendersi consapevoli di ciò che si sta attuando.  Diventano fondamentali in questa fase i siti web istituzionali, dove è possibile reperire una comunicazione costante e trasparente che contribuisca a  rafforzare il legame di fiducia tra cittadini e amministratori. Le opere pubbliche devono rispondere a un interesse collettivo ma senza nuocere a singole persone. Spesso si creano opposizioni proprio perché si trascurano aspetti rilevanti per il cittadino.

Nel saggio viene proposto uno schema di mappatura degli impatti ambientali, economici e sociali delle opere pubbliche, proprio per garantire trasparenza ed evitare di avere imprevisti. Sedersi attorno a un tavolo preventivamente, valutare la portata dell’opera sul territorio serve a minimizzare il disagio. Occorre inoltre, in politica come in economia, una visione di lungo periodo, che non abbia come obiettivo la fine di un mandato o una scadenza trimestrale, ma che tenga conto con grande senso di responsabilità del futuro prossimo del Paese.

Il modello di ripartenza proposto dal saggio “Progettare il domani” tiene dunque conto di necessità oggettivamente condivisibili, quelle che ognuno di noi può sentire come proprie; per metterlo in pratica occorre la collaborazione e la partecipazione di tutti, oltre al coinvolgimento e il consenso. Lo studio e la scienza in questo senso possono certamente aiutare.

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