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Stefano Folli su Repubblica: “Il caso Cospito e il senso di responsabilità delle istituzioni”

Stefano Folli su Repubblica interviene nelle polemiche sul caso Cospito e richiama le istituzioni al senso di responsabilità: “È dovuto intervenire il ministro della Giustizia, Carlo Nordio – sottolinea l’editorialista – per ricordare che le visite in carcere «sono un diritto e un dovere dei parlamentari».

Diritto e dovere su cui è pericoloso sindacare, anzi non dovrebbe proprio essere consentito per rispetto verso le prerogative di deputati e senatori e quindi verso le istituzioni.

Poi, certo, i parlamentari sono uomini e donne con le loro idee e le loro scelte civili. Purtroppo stiamo vedendo in queste ore che il caso Cospito è diventato rapidamente l’alibi per non affrontare altre questioni controverse. E non si può negare che la pagina scritta ieri alla Camera sia una delle peggiori degli ultimi anni.

Non tanto per le aspre accuse volate in aria contro il Pd a opera di Donzelli, uno dei collaboratori più stretti della premier Meloni, quanto per la scarsa cultura istituzionale di cui si è dato prova.

Nel vuoto della politica il caso dell’anarchico si è trasformato nell’occasione per saldare a buon mercato qualche conto.

La destra cerca di sostenere che il Pd ammicca ai terroristi: tesi abbastanza grottesca, come può capire chiunque segua le cronache.

Dal centro-sinistra si replica che la linea della fermezza del governo è un’inutile esibizione muscolare, in grado di provocare persino la morte dell’anarchico.

Ieri il Guardasigilli Nordio ha usato un linguaggio di equilibrio, come si conviene a un esponente della classe dirigente.

È chiaro che lo Stato non può piegarsi davanti a una pressione violenta, quale che sia il giudizio sul 41-bis.

Tanto più se fosse vero che Cospito ha messo in gioco sé stesso, il suo corpo e la sua vita, per fare dell’abolizione del carcere duro a vantaggio di tutti, mafiosi compresi, lo strumento per un attacco alle istituzioni. Come dire che tutti sono arruolabili se lo scopo è infliggere un colpo al potere statuale.

Lo scontro di ieri in Parlamento con l’esponente della maggioranza che getta benzina sul fuoco – conclude Folli – non avvicina la soluzione del problema”.

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