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[L’analisi] Investiamo di più nello sport: fa bene all’economia e rispetta un mandato fondamentale della Costituzione

L’estate del 2021 ci ha consentito di vivere momenti di grande orgoglio nazionale dopo il buio della violenza della pandemia nel 2020 e la complessità del primo semestre 2021.

L’estate si è presentata come un raggio lanciato dall’Olimpo che ci ha consentito di vincere gli Europei di calcio, le medaglie più preziose delle Olimpiadi di Tokyo, gli Europei maschili e femminili di pallavolo. Un raggio di luce sportivo che ci ha illuminato e ci ha dato fiducia e che può contribuire alla ripresa economica che in questo pre autunno stiamo assaporando. Lo sport spesso gioca un ruolo rilevante per la crescita di un paese e per la consapevolezza dei propri cittadini.

Lo sport contribuisce alla crescita del paese con quattro vettori principali:

  1. l’economia dello sport e fatturato generato dalle differenti federazioni;
  2. l’impatto delle vittorie sulla fiducia delle persone, sul loro stato d’animo e quindi sui consumi diretti;
  3. l’impatto sul benessere della popolazione;
  4. l’impatto delle vittorie sulla percezione internazionale.

Questi vettori sono integrati ed agiscono come un unico motore di sviluppo: quanto più è ampio e diffuso lo sport dilettantistico tra i giovani, tanto meno sarà la domanda di cure e tanto più elevata sarà la probabilità di scovare campioni e quindi ottenere nel tempo vittorie nelle varie discipline. Le vittorie rendono visibile un paese grazie alla potenza evocativa delle immagini sportivi. Ma lo sport ha vissuto anche momenti di rilevanza storica che vale la pena ripercorrere brevemente con alcuni esempi.

 Il 14 luglio è festa nazionale in Francia. Nel 1948 il Giro di Francia riposa. A Roma  nella tarda mattinata Palmiro Togliatti viene colpito da quattro colpi dopo essere uscito dalla Camera per una passeggiata. La voce inizia a girare velocemente. Gli operai scendono in piazza e vi sono scontri con spari. Il rischio di una guerra civile è alto.  Si narra della telefonata di De Gasperi a Gino Bartali affinchè vinca il tour per catturare l’attenzione della opinione pubblica. Bartali il giorno dopo vince, Togliatti migliora, gli animi si calmano.

Il 2 agosto 1980 alle 10.25 il nostro Paese viene risucchiato dalla violenza del terrorismo. Due anni dopo, l’11 luglio 1982 l’Italia si scopre campione del mondo di calcio: gli anni successivi hanno rappresentano un periodo di crescita (anche se sostenuta dal debito pubblico). La vittoria ha dato una spinta emotiva profonda, ha riportato il nostro Paese al centro dell’attenzione internazionale. Anche nel 2006 la vittoria ai mondiali di calcio ha determinato grande unità e grande fiducia. Lasciamo l’Italia ed andiamo in Africa.

I 30 giorni che vanno dal 25 maggio al 24 giugno 1995 hanno accelerato il progresso di unificazione del Sud Africa. Il presidente Nelson Mandela intuisce che lo sport parla alle persone in modo diretto e senza distinzione di razza. La sua intuizione giorno dopo giorno si trasforma in speranza e poi in certezza: tutto il popolo è riunito intorno alla squadra e canta lo stesso inno nazionale. La vittoria della finale determina l’alba del vero processo di unificazione superando le distinzioni crudeli dell’aparthied.

Ma la vittoria nello sport contribuisce realmente alla crescita del Paese ? L’estate 2021 sarà ricordata per la vittoria agli Europei di calcio, dopo la mancata partecipazione ai mondiali di calcio. Secondo uno studio della Coldiretti la vittoria potrebbe contribuire con  12 miliardi di euro di Pil in più per effetto della ripartenza interna e di un aumento dell’export vicino al 10%. Lo stesso effetto fu stimato nel 2006 quando l’Italia vinse i mondiali in Germania grazie ad un aumento delle importazioni tedesche. Secondo varie ricerche l’impatto della vittoria degli Europei può tradursi in uno 0,7% del Pil. La vittoria determina un miglioramento del prestigio internazionale, un grande eco sulle peculiarità del Paese e quindi su come i prodotti del made in Italy vengono percepiti, desiderati ed acquistati sui mercati internazionali. Anche le vittorie nelle gare prestigiose delle Olimpiadi Tokyo 2020 hanno visto un sensibile aumento del desiderio sull’italian life style.

Al di là dell’impatto immediato post vittoria sulla domanda internazionale di beni connessi alla  moda, al cibo, al vino ed al turismo, l’economia dello sport e del benessere si riflette anche sul paese con riduzione del rischio  obesità nei giovani e delle malattie cardiache con conseguenti risparmi della spesa sanitaria nel tempo. 

Il risparmio di queste risorse potrebbe essere impiegato, in un circolo virtuoso, nella manutenzione ed ammodernamento degli impianti sportici contribuendo a migliorare la diffusione dello sport.

Se allora analizziamo lo sport sotto il profilo sociale, esso assume la connotazione di un diritto da tutelare nella costituzione proprio per renderlo accessibile, diffuso, democratico.

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