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Senza integrazione del mercato dei capitali l’UE è a rischio | L’analisi di Marcello Messori

Intervenendo al Congresso dello European Banking, la presidente della Bce Lagarde ha ribadito la necessità di rendere operativa quell’Unione dei mercati europei dei capitali (Cmu) che, dal punto di vista normativo, ha trovato da tempo formale compimento senza però produrre risultati tangibili rispetto alla mobilizzazione della ricchezza privata europea a sostegno delle attività produttive.

Questa discrasia fra lo spettro di strumenti finanziari innovativi, che – in linea di principio – potrebbero essere emessi dalle imprese e acquistati dagli intermediari nei mercati europei dei capitali, e l’utilizzo ancora preponderante in gran parte dell’Ue delle più tradizionali forme di debito (prestiti bancari ed emissione di corporate bond), semina dubbi sull’efficacia delle riforme finanziarie intraprese dopo la crisi del 2007-2009 rispetto alla struttura produttiva europea.

Fatto è che, come ha ricordato ancora una volta la presidente Lagarde, il mancato completamento del processo di Unione bancaria e il deludente utilizzo di Cmu rischiano di compromettere l’evoluzione di medio-lungo periodo dell’economia Ue.

Il crescente divario tecnologico, di cui soffre la maggioranza delle imprese europee rispetto alla media di quelle statunitensi e cinesi, spiega la deludente dinamica europea delle varie forme di produttività e rischia di erodere i vantaggi accumulati dall’area in termini di impatto ambientale. Inoltre, l’arretratezza relativa del settore europeo dei servizi rende ancora più difficile gestire l’incalzante invecchiamento della popolazione e riprodurre i nostri più elevati livelli di inclusione sociale.

Per arginare tali tendenze negative, occorre che la capacità fiscale centrale europea non si esaurisca nell’ingente ma temporaneo programma di Next Generation-Eu. Come si è più volte sostenuto, la Ue necessita di una nuova politica industriale accentrata che produca beni pubblici europei e sostenga le innovazioni a basso impatto ambientale.

Questa politica va, tuttavia, integrata da ancor più consistenti finanziamenti privati; e tali finanziamenti possono essere alimentati proprio da quella mobilizzazione della ricchezza finanziaria che nella Ue continua a essere elevata, ma che oggi non viene utilizzata per sostenere le attività produttive innovative. Un’efficace unione dei mercati europei dei capitali è condizione necessaria per avviare la soluzione del problema.

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