Secondo quanto afferma il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, lo scudo penale alle banche «può contribuire a riattivare le compravendite dei crediti di imposta che derivano dai bonus edilizi», dice in un’intervista al Messaggero.
«Più che di uno scudo penale» afferma «è più corretto parlare di un intervento normativo che espressamente precisi che la mancanza dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta in capo ai beneficiari originari non comporta la perdita del diritto di utilizzazione del credito d’imposta in capo ai cessionari. Il decreto di questi giorni interviene proprio a favore dei compratori in buona fede».
Alcune operazioni, gli viene fatto notare, potrebbero nascondere reati per i quali i giudici possono procedere al sequestro dei crediti. «Il tema del sequestro resta presente. È quindi necessario venga trovata una soluzione per questi aspetti. Che le banche abbiano raggiunto la capienza fiscale oltre la quale non possono continuare ad acquistare crediti è certificato dalla Commissione di inchiesta sulle banche» aggiunge parlando delle stime dell’Agenzia delle entrate.
Sull’ipotesi che l’F24 sia una soluzione commenta: «Una misura tempestiva come quella proposta da Abi e Ance nei mesi scorsi, che consenta immediatamente alle banche di ampliare la propria capacità di acquisto utilizzando una parte dei debiti fiscali raccolti con gli F24, compensandoli con i crediti da bonus edilizi ceduti dalle imprese e acquisiti dalle banche, costituirebbe un sicuro sollievo per le imprese in difficoltà».
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