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Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia: «L’Italia ha portato in Europa il lavoro del Governo sulla demografia»

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Il tema della demografia entra sempre più stabilmente nell’agenda europea. In occasione della presentazione del Terzo Rapporto della Commissione europea sulla demografia, svoltasi il 14 luglio a Bruxelles, la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha illustrato il percorso avviato dal Governo italiano, sostenendo la necessità di una risposta comune a una sfida che coinvolge ormai l’intero continente.

Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre presentato il nuovo quadro demografico europeo, che evidenzia per l’Italia alcuni primati poco incoraggianti: l’età media più elevata dell’Unione europea, uno dei più bassi tassi di fertilità e una delle aspettative di vita più alte.

Roccella: la famiglia tra le priorità del Governo

La ministra Eugenia Roccella ha ribadito che il Governo guidato da Giorgia Meloni ha posto la famiglia tra le priorità della propria azione politica e ha lavorato affinché la questione demografica assumesse una dimensione europea.

“Il governo Meloni ha messo la famiglia fra le proprie priorità e si è battuto fin dal primo giorno perché la transizione demografica fosse un asse portante dell’agenda europea. La denatalità è infatti un problema che affligge ormai tutta l’Europa e gran parte del mondo sviluppato, e questo impone analisi e risposte consapevoli e non semplicistiche”, ha dichiarato la ministra.

Il Rapporto europeo invita a superare le soluzioni semplicistiche

La presentazione del Rapporto è avvenuta alla presenza della commissaria europea Dubravka Suica, del vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e dei co-presidenti dell’Intergruppo parlamentare europeo sulla demografia, tra i quali l’eurodeputato italiano Paolo Inselvini.

Secondo Roccella, il documento conferma la dimensione globale della crisi demografica.

“Il rapporto europeo presentato dalla commissaria Dubravka Suica, insieme al vicepresidente Raffaele Fitto e alla presenza dei co-presidenti dell’intergruppo parlamentare europeo sulla demografia, fra i quali l’italiano Paolo Inselvini, evidenzia la dimensione ormai planetaria della questione, mette in guardia dalla tentazione di affrontarla con ricette semplicistiche come i soli flussi migratori, e sottolinea come la portata strutturale del fenomeno, che dunque non può essere invertito dall’oggi al domani, richieda di affiancare alle politiche di contrasto della denatalità anche un governo delle nuove esigenze che in termini di welfare e di organizzazione sociale l’invecchiamento della popolazione porta con sé”, ha affermato.

Gli investimenti del Governo italiano per famiglia e natalità

Nel suo intervento, la ministra ha richiamato anche gli investimenti realizzati dall’Esecutivo.

“Il governo italiano, che ha ben chiara la dimensione globale della crisi, ha per la prima volta investito circa sei miliardi nelle sole leggi di bilancio, ai quali vanno giunti altri provvedimenti strutturali, producendo, come certificato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, benefici diretti e indiretti per le famiglie per decine di miliardi di euro.”

Roccella ha inoltre sottolineato come il sostegno alla famiglia rappresenti anche uno strumento per rafforzare la coesione sociale.

“Investire per le famiglie, per i figli, per la conciliazione, per i servizi e i sostegni, significa anche preservare la coesione sociale e quel senso di comunità che è importante per favorire la vitalità. Oggi abbiamo portato la nostra esperienza in Europa, per alimentare una visione comune e una comune risposta”, ha concluso.

Il Rapporto Ue: l’Italia ha l’età media più alta dell’Unione europea

Il Terzo Rapporto sulla demografia pubblicato dalla Commissione europea evidenzia come l’Italia presenti oggi l’età media più elevata dell’Unione europea.

Nel 2025 l’età mediana della popolazione italiana è pari a 49,1 anni, contro una media europea di 44,9 anni. L’Irlanda si conferma il Paese più giovane con 39,6 anni.

Tra i Paesi con la fertilità più bassa

Il Rapporto colloca inoltre l’Italia tra gli Stati membri con il più basso tasso di fertilità.

Nel 2025 il numero medio di figli per donna si attesta poco sopra 1,1, valore che colloca il Paese tra gli ultimi nell’Unione europea, preceduto soltanto da Lettonia, Estonia, Spagna, Polonia, Lituania e Malta.

Aspettativa di vita tra le più alte d’Europa

Accanto alla bassa natalità, il Rapporto evidenzia anche l’elevata aspettativa di vita della popolazione italiana.

Secondo i dati Eurostat riportati nel documento, l’Italia occupa il terzo posto nell’Unione europea, dopo Spagna e Svezia.

L’aspettativa di vita è oggi di circa 85 anni per le donne e 81 anni per gli uomini. Le proiezioni indicano che entro il 2100 questi valori potrebbero raggiungere rispettivamente circa 92 anni e 89 anni.

La combinazione tra bassa fertilità, elevata longevità e invecchiamento della popolazione conferma così la profondità della trasformazione demografica in corso, tema che la Commissione europea individua tra le principali sfide strutturali dei prossimi decenni.

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