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Roberto Cingolani, consulente per il governo: “La Ue indichi il target per le auto, ma non dica come arrivare alla decarbonizzazione”

“L’Unione Europea deve dare il target per la decarbonizzazione, e siamo d’accordo, ma non deve dire come ci si arriva perché si deve tener conto anche dell’aspetto sociale.

Esempio: in Bulgaria il reddito procapite è 8000 euro all’anno, in Lussemburgo è 120 mila.

Non posso dire comprate auto elettrica a entrambi entro una data perché al primo servono 6 anni di stipendio, al secondo 6 mesi”.

Il consulente del governo per l’energia, Roberto Cingolani, a margine del convegno per i 150 anni dei Salesiani a Genova, spiega i dubbi dell’Italia sulle normative europee che ipotizzavano lo stop alla produzione di auto termiche entro il 2035.

“Va benissimo il target della decarbonizzazione – spiega – ma chi impedisce di utilizzare tutte le altre tecnologie che portano a questo è contro l’ambiente.

Il modello elettrico deve essere potenziato, serve tanta ricerca per portarlo avanti, ma io metto in discussione il fatto che si debba dire no a tutti gli altri metodi per decarbonizzare, come i carburanti sintetici. Io se oggi ho una euro 2 non la tengo perché mi piace inquinare ma perché non ho soldi per cambiarla.

Se mi date la possibilità di utilizzare carburanti sintetici, incentivati dallo Stato, che mi consentono di usare la mia vecchia carretta è meglio.

Perché mi devono costringere ad usare l’elettrica se non lo posso comprare?

È un approccio ideologico ad un problema per il quale si devono mettere in campo tutte le tecnologie possibili. Questa è stata la battaglia di Italia e Germania, che mi sembra stia andando bene”.

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