Il riformista è «uno che non va di moda». Lo scrive Matto Renzi, nell’editoriale con il quale inaugura la direzione de “Il Riformista”. «Perché oggi funzionano i sovranisti a destra, gli estremisti a sinistra. E i populisti ovunque. Nel tempo degli slogan il riformista studia, propone, lotta. Poi sbaglia, cade, riparte. Ma sempre a viso aperto, sempre animato dalla passione per la realtà, non per l’ideologia. C’è bisogno di riformisti in Italia e in Europa» insiste il leader di Italia viva «Persino quando i riformisti stessi non lo capiscono e si attardano a discutere tra di loro su questioni di terz’ordine. Dal buon risultato dei riformisti dipenderà molto delle alleanze europee nel 2024 e molto di come cambierà la politica italiana».
«Noi daremo spazio alle idee riformiste. Che vengano dagli amministratori del centrodestra o da Forza Italia o che siano espressioni del Pd che non si rassegna alla svolta radicale o del Terzo polo. Ma anche le idee riformista della società, del mondo dell’impresa, dell’associazionismo. Perché questo è il “Riformista”. Una casa aperta al confronto. Una palestra di idee. Un luogo di libertà. Vedo tutti i giorni le implicazioni che provoca la stupidità naturale, che mi fa molta più paura dell’intelligenza artificiale. E allora» conclude Renzi «cerchiamo di fare del “Riformista” un luogo dove far crescere le intelligenze. Anche quelle naturali».
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