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“Regole assurde, così si uccide il mondo della ristorazione”. L’allarme rosso della Confesercenti

”Noi speriamo come Roma e nazionale di confrontarci nelle prossime 24-48 ore con il Comitato tecnico scientifico per valutare alcuni accorgimenti da inserire nelle linee guida specifiche per bar e ristoranti. Siamo d’accordo con il distanziamento per la sicurezza ma sui quattro metri quadri a cliente siamo molto perplessi, significa uccidere le micro imprese”. Lo afferma all’Adnkronos Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti in vista della riapertura il 18 maggio di bar e ristoranti. ”Parecchi rischiano di non riaprire. Manca ancora il decreto rilancio Italia e non riusciamo a capire neanche quali saranno le risorse destinate ai pubblici esercizi. Bar e ristoranti sono l’anello debole, sono quelli che soffriranno di più”. ”Vogliamo regole chiare per evitare che l’esercente debba diventare uno sceriffo. Sulle famiglie che entrano deve valere la regola del buon senso e la fiducia, non possiamo chiedere loro l’autocertificazione. Tanti associati si lamentano poi per il rischio di assembramento davanti ai locali, si possono mettere cartelli e avvisi ma la responsabilità non può essere dell’esercente”. Pica lancia poi un appello ai consiglieri dell’assemblea capitolina in vista dell’annunciato provvedimento sull’aumento di occupazione del suolo pubblico. ”Non è ancora chiaro se ci sarà la possibilità di aumentare l’occupazione del 35% e del 50%. Spero che i consiglieri adottino la migliore delibera, condivisa all’unanimità, per far ripartire i pubblici esercizi. Deve essere chiaro che stiamo giocando sulla pelle di tanti lavoratori. La nostra richiesta è di velocità assoluta, perché se si dovesse riaprire il 18 l’esercente rischia di non essere pronto per colpa dei ritardi dell’Amministrazione”. Quanto al rispetto del codice della strada in relazione all’occupazione di suolo pubblico, per il presidente della Fiepet Confesercenti, ”fermo restando il limite del passaggio dei mezzi di soccorso, per altre situazioni, e penso a molte attività a Trastevere e dietro piazza Navona, bisognerebbe trovare delle soluzioni con i tecnici, anche in deroga del codice della strada”.       

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