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Privatizzazioni, il piano del Mef | Lo scenario

In audizione sulla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef) davanti alla commissione Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha spiegato che «ci sono settori – penso a un sistema di grandi infrastrutture non ancora toccato in alcun modo da processi di societarizzazione ed eventualmente privatizzazione – che potranno essere utilmente oggetto di questi fenomeni».

Rispondendo a MF-Milano Finanza sull’ipotesi che il capitolo grandi infrastrutture possa includere strade, autostrade e ferrovie ha poi aggiunto: «l’inversione dei fattori, come dicono a scuola, potrebbe aiutarla a capire». Non ha negato, quindi, e ha lasciato intendere che operazioni di questo tipo possono andare in porto, anche se non nell’ordine elencato nella domanda.

La Nadef prevede privatizzazioni per 1 punto di pil al 2026. Il piano procederà «attraverso operazioni su asset detenuti direttamente o indirettamente dallo Stato, prevede una serie di modalità da attuare singolarmente o congiuntamente», ha spiegato Giorgetti, «le operazioni saranno coerenti con i profili di strategicità in materia di interesse nazionale degli asset». Nei mesi scorsi sono circolate indiscrezioni sulla possibile ipo di Autostrade per l’Italia (che però è sotto Cdp). Risale invece ai tempi del governo Renzi il dossier, finito nei cassetti, per portare in borsa una quota di Ferrovie o almeno l’alta velocità. Infine, c’è il nodo delle concessioni in scadenza.

In vista della manovra, intanto, Giorgetti ha spiegato che il «ferreo controllo dell’andamento della spese» è «un imperativo non più eludibile». Le priorità andranno al taglio del cuneo fiscale, all’Irpef e al rinnovo dei contratti della Pa. Le incognite sono la riscrittura del Patto di Stabilità e Crescita e le ripercussioni del conflitto tra Hamas e Israele. La Nadef già prevede uno scenario avverso che tiene conto dei rialzi del petrolio, che potrebbe costare 0,4 punti alla crescita tendenziale del 2024. «Se la situazione peggiora faremo riflessioni», ha spiegato ancora Giorgetti riferendosi ai saldi. «Spazio, infine, alla tassa sulle banche: tra due o tre anni se la situazione di politica monetaria andrà nel modo in cui sta andando, forse sarà rivalutata la scelta di patrimonializzare il sistema bancario».

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