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Paolo Rocca punta al business del litio | Lo scenario

Paolo Rocca è determinato a entrare nel business litio e nel caso in cui non dovesse andare in porto l’opa che la sua Techint ha lanciato lo scorso maggio per comprare Alpha Lithium, società mineraria che possiede due giacimenti del materiale in Argentina, è pronto a sondare altre opzioni per giocare un ruolo nella partita.

La controllata di Techint attraverso la quale il miliardario italiano ha lanciato l’opa, Tecpetrol Investments, ha fissato al 20 ottobre la deadline entro cui i soci di Alpha Lithium devono accettare o respingere l’offerta che vale tra 210 e 230 milioni di dollari.

Se dovesse andare in porto, Tecpetrol investirà 800 milioni per realizzare il progetto Alpha nella provincia di Salta, impiegando complessivamente almeno un miliardo nel piano per il litio.

In caso contrario, però Rocca guarderebbe altrove, in cerca di altre opportunità di investimento su uno dei materiali chiave della transizione energetica, dato che è alla base delle batterie.

A confermarlo sono le parole, riportate da Bloomberg, del vicepresidente con delega alla Transizione Energetica di Tecpetrol, Jorge Dimopulos.

“Vogliamo essere protagonisti” nel settore del litio, ha detto il manager aggiungendo che “ci sono altre aziende che hanno una quotazione molto più bassa sul mercato e ci sono anche altri obiettivi che stiamo guardando”.

La controllata di Techint ha quindi intenzione di fare quello che altri operatori petroliferi argentini stanno già facendo con l’esplorazione di diversi progetti legati a uno dei metalli più utilizzati nelle batterie, puntando in particolare sul triangolo del litio sudamericano, situato a nord delle riserve di shale di Vaca Muerta.

Per farlo Tecpetrol può affidarsi all’expertise su acciaio, costruzione e tecnologia che le deriva dall’essere parte dell’impero Techint dei Rocca.

Se l’opa avesse successo, il progetto Alpha, i cui finanziamenti sarebbero gestiti internamente e potrebbero includere anche prestiti o crediti, punterebbe a produrre tra le 20 mila e le 25 mila tonnellate di carbonato di litio entro il 2028.

In ogni caso, Dimopulos ha confermato che Tecpetrol ha avviato contatti con alcuni stakeholder cileni, di fronte all’intenzione da parte del Cile, manifestata più volte, di aprire nuove zone per l’estrazione del litio.

Di certo però l’interesse per i materiali della transizione green per la controllata di Techint non si tradurrà in un abbandono dei combustibili fossili.

Anzi, la società, che è uno dei principali produttori di gas di Vaca Muerta, sta pensando di espandersi nel gas da scisti, in linea con gli obiettivi dell’Argentina di crescere come esportatore energetico.

L’obiettivo è continuare a sviluppare risorse fossili mentre si esplorano nuove opportunità di business, come quella del litio che Rocca non vuol farsi scappare.

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