Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Oscar Giannino su Il Foglio: “Sì al modello decentrato di stato, ma servono dati per capire i costi”

Sono – scrive sul Foglio Oscar Giannino – un sostenitore del principio del beneficio einaudiano e del modello decentrato di stato che aveva in mente Luigi Sturzo.

Credo nei vantaggi degli stati federali, ma guardo con disincanto alla bandierina trionfante di Salvini apposta ieri all’approvazione in Consiglio dei ministri della bozza di disegno di legge di attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni ordinarie.

L’accelerata in vista delle regionali lombarde ha trasformato una questione molto seria in un torneo contrapposto di urla. E così non si va da nessuna parte.

Cerchiamo di capire perché. Non è vero – gliene va dato atto – che il ministro Calderoli non abbia introdotto novità.

Cerca abilmente di evitare il primo grande problema: le 23 materie apposte in Costituzione 22 anni fa da una sinistra che credeva così di levare la bandierina alla destra, e poi fatte sornionamente approvare in referendum popolare consultivo da una destra trionfante.

Molte di quelle materie sono state scelte coi piedi: spezzano in maniera suicidaria l’economia italiana su reti di trasporto, reti energetiche, rapporti commerciali con Ue ed extra Ue.

Le esperienze pandemica e ucraina insegnano che bisogna semmai portare molte di quelle materie a scelte e risorse comuni europee, non certo a micromercati regionali italiani divisi e contrapposti. Calderoli proporrà uno “spacchettamento” in ambiti di queste materie, per sminare il problema.

Bene: ma finché non capiamo cosa e come, impossibile esprimersi. Secondo: è impossibile dare un giudizio sui rischi di ulteriore aggravio dei divari nei servizi pubblici essenziali tra nord e sud, finché non si capirà come si vogliono calcolare i Lep (Livelli essenziali di prestazione).

Ma il punto politico è che non si è partiti da un confronto serio né sulle materie richiedibili, né sui servizi su cui calcolare i Lep, né sul criterio finanziario e sui benchmark da utilizzare per calcolarli.

E senza questi numeri nessuno sa davvero quanto tutto questo costerà, visto che è impensabile affrontare i gap del sud a finanza invariata, né chi lo pagherà e come, tra contribuente nazionale e locale. Su una materia così delicata, decidere di decidere senza dati è la certezza di decidere male. Il peggior errore da evitare.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.