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Mattioli (Confindustria Servizi HCFS): «Più professionalità per le pulizie nelle scuole»

È allarme pulizie nelle scuole. A parlarne è il Presidente di Confindustria Servizi HCFS, Lorenzo Mattioli, che chiede a gran voce provvedimenti per migliorare la situazione. Troppo poco il personale per le pulizie nelle scuole, 11.000 gli assunti dallo Stato con qualifica di Ata. Il tutto coadiuvato dalla supervisione dei presidi, che devono seguire con accuratezza le tecniche di pulizia e sanificazione come quelle descritte dall’Inail. Non esattamente il loro ruolo.

«Al Governo chiediamo, in generale, che le opere di sanificazione vengano gestite in maniera   professionale, in particolare nei luoghi oggi ad alto rischio come le scuole. Pensiamo che la sanificazione vada rafforzata con le risorse del Recovery Fund visto che il tax credit ha prodotto un misero 9% come bonus per le imprese dalle iniziali promesse del 60%».

Più professionalità e più fondi. La necessità, di un luogo strategico come la scuola, è chiara ed evidenzia scarsa attenzione. Per migliorare la situazione è necessario il dialogo con le Istituzioni, che fino a ora è mancato, e che Mattioli richiede a gran voce.

«Chiediamo garanzie per la salute e la sicurezza nelle nostre scuole, pronti a dare il nostro contribuito e le nostre proposte. A tal proposito attendiamo di poter partecipare al tavolo   permanente della direzione generale per le risorse umane e finanziarie istituito presso il ministero dell’Istruzione».

Una collaborazione necessaria per effettuare i correttivi necessari su una carenza non colmata. Nell’intervista rilasciata dal presidente dell’associazione confindustriale di settore ad Adnkronos/Labitalia, c’è spazio per una critica alle Istituzioni, incapaci di affrontare con più decisione un problema ben conosciuto.

«Ci sarebbe da aspettarsi che, in epoca di pandemia, il ministero dell’Istruzione avesse mobilitato risorse adeguate e qualificate, ma non sembra sia così. Invece abbiamo 11.000 Ata al posto di 16.000 ‘pulitori’ (e sono sempre gli stessi) ed il coordinamento affidato ai dirigenti scolastici, che si trovano a controllare se stessi e saranno esposti in futuro al rischio di denunce per procurata epidemia, come sta succedendo per i vertici di diversi ospedali in Italia».

Tutti questi rischi sono aumentati dalla decisione del Governo Conte 1, che decise di internalizzare il servizio e assumere tramite concorso 11.000 dei 16.000 pulitori addetti al servizio. Procedura che fino al febbraio dello scorso anno era differente: le pulizie nelle scuole erano affidate tramite gare di appalto. Le aziende vincitrici dovevano fornire: personale, prodotti, attrezzature, vigilanza tecnica sui servizi erogati e rispondevano della qualità delle prestazioni.

«È evidente – conclude Mattioli – che oggi una struttura scolastica non può garantire tutto ciò».

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