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Matteo Piantedosi (Prefetto di Roma): «Dobbiamo difendere il PNRR dall’assalto delle mafie, che già sono in azione. Ma i presidi di legalità non devono essere un ostacolo»

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“Con il PNRR si pone un problema di legalità in relazione alla grande immissione di liquidità che si preannuncia. Preservarla degli interventi della criminalità”.

Il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, si dice preoccupato per la grande immissione di liquidità che arriverà in Italia a seguito del PNRR e ha condiviso le sue riflessioni intervenendo al convegno “Etica e finanza pubblica: attuazione del PNRR e Benessere per i cittadini” promosso dalla Corte dei Conti e dall’Università Alma Mater di Bologna.

Ma allo stesso tempo non vuole che questa diventi una complicazione per la ripartenza dell’Italia: “Si è parlato di rispetto dei tempi: occorre prestare attenzione al fatto che i presidi di legalità non costituiscano un ostacolo alla tempestività e celerità degli interventi. – sottolinea il prefetto – Il Governo è intervenuto con un recente decreto modificando il codice antimafia, introducendo una possibilità di contraddittorio, quindi prima dell’emanazione dell’interdittiva occorre procedere alla convocazione dell’interessato. Molto più incisiva l’altra modifica, la cosiddetta prevenzione collaborativa: il prefetto può sollecitare la collaborazione ai fini dell’eliminazione della causa dell’interdittiva (ad es. eliminando la persona “negativa” che ha decretato l’interdittiva dalla compagine sociale)”.

Mantenere il corretto equilibrio tra velocità e qualità è fondamentale per il prefetto: “Come ministero degli interni abbiamo cercato di coniugare la celerità degli accertamenti antimafia con la profondità degli stessi, ad esempio in materia di ristori facendoli pervenire in tempi utili. C’è una preoccupazione a livello di comunicazione sulla pervasività del sistema dell’interdittiva antimafia; preservare l’economia legale, come sottolineato dalla corte costituzionale, è conferma alle regole basilari dell’ordine pubblico economico”.

L’analisi della situazione attuale desta comunque qualche preoccupazione: “Ci sono dati sulle infiltrazioni mafiose – conferma Piantedosi -; è stato sviluppato un monitoraggio, con alcuni settori target. Abbiamo registrato grandi movimenti di capitali a Roma nel settore turistico alberghiero. Si è rilevato un incremento del 7% delle operazioni sospette nel periodo più recente. Per quanto riguarda le variazioni societarie, sempre nel periodo da marzo 2020 a febbraio 2021, ben il 47% delle società interdette vi ricorrono, al fine di eludere i meccanismi contemplati dalla legge. Aumentano i soggetti prestanome, molti dei quali non sono residenti in Italia”.

Il ruolo del PNRR può andare oltre la semplice funzione di erogazione di fondi per la ripartenza: “L’adeguatezza del sistema amministrativo rispetto alla realizzazione del PNRR è importantissima; aumentano i compiti ma molto spesso c’è una questione di risorse. Altro tema il sociale: ci sono piccoli paesi che si stanno estinguendo. Il PNRR può essere un’occasione di riequilibrio, per rivalorizzare le aree interne anche attraverso l’innovazione tecnologica (ad es. attraverso la telemedicina). Questo equilibrio deve estendersi inoltre nel rapporto all’interno delle città tra centro e periferie, tra aree residenziali e commerciali”, conclude Piantedosi.

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