Massimiliano Fedriga (Presidente Regione Friuli-Venezia Giulia): «I trasporti sono un problema, dovremo scaglionare le scuole»

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Intervistato da Cesare Zapperi sul Corriere della Sera, il governatore del Friuli-Venezia Giulia e neopresidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga dice di apprezzare le riaperture decise dal governo, ma sottolinea di non essere d’accordo sulla scuola.

«Ero in disaccordo, non per la scuola in sé, – spiega – ma per i trasporti. In settimana incontreremo il governo per vedere gli orari di apertura e chiusura delle scuole perché così non va bene». A Roma hanno fatto il passo più lungo della gamba? «Immagino che il governo sia a conoscenza dei problemi. Noi abbiamo dato la disponibilità a risolvere le criticità».

Il nodo sono i trasporti? «Sì, con le dotazioni attuali non siamo in grado di dare risposta ad un’utenza riportata al 100%. È chiaro che, non potendo intervenire più di tanto su questo fronte, sia necessario agire sullo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita dalle scuole».

«Con l’apertura al 50% – prosegue Fedriga – ci si era già spinti ad un buon punto. Era stato raggiunto un buon equilibrio, un compromesso che consentiva di lanciare anche un segnale importante ad un settore delicato come la scuola». Sulle altre aperture, aggiunge poi, «è stato fatto un passo avanti importante, anticipando la possibilità di utilizzare gli spazi esterni. È chiaro che siamo in una situazione transitoria».

Alcuni suoi colleghi, come Toti, chiedono di consentire pranzi e cene anche al chiuso. «La gradualità va bene, l’alternativa era tenere tutto chiuso». Quando verrà meno la gradualità? «Penso a metà maggio. Fosse per me anche prima, ma le Regioni non pongono ultimatum. Semmai, si poteva fare altro». «Le palestre andrebbero riaperte, almeno le lezioni individuali. Altrimenti, si finisce con l’incentivare soluzioni, come l’iscrizione all’attività agonistica, che superano i limiti posti. Ma così si ingenera confusione e sfiducia».

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